ADR: il trasporto di merci pericolose

di Scapolan Creso

L’Accordo europeo relativo al trasporto internazionale su strada delle merci pericolose (in lingua inglese European Agreement concerning the International Carriage of Dangerous Goods by Road), detto ADR dal francese Accord européen relatif au transport international des marchandises Dangereuses par Route è un insieme di regole riconosciute e sottoscritte internazionalmente aventi lo scopo di applicare e sviluppare sistemi atti alla prevenzione dei rischi nel campo della produzione, del carico, del trasporto e dello scarico di merci pericolose.

L’ADR sancisce quindi l’obbligo, per tutti gli operatori coinvolti nella spedizione di merci pericolose di adottare misure appropriate di sicurezza al fine di evitare:

  • Nocumento all’integrità psico-fisica dell’uomo.
  • Danneggiamento alle cose.
  • Inquinamento dell’ambiente.

La normativa viene periodicamente aggiornata ogni 2 anni, prevedendo variazioni confacenti alla crescente domanda di sicurezza.

In sintesi, l’ ADR suddivide le merci in classi di pericolo, così da poter velocemente riconoscere tramite codice numerico e pannellatura di facile riconoscimento e interpretazione il rischio e le azioni opportune da attuare, in caso di emergenza o semplicemente in caso di controlli.

Nel dettaglio, vengono così divise:

  • Classe 1: sono inseriti in questa classe tutti quei materiali che per loro principio o loro destino hanno in comune l’esplosività.
  • Classe 2: in questa classe si inseriscono tutti i materiali che sono trasportati e o stoccati in pressione, in bombole o in cisterna.
  • Classe 3: sono inseriti tutti i liquidi che in comune hanno la caratteristica dell’infiammabilità.
  • Classe 4: sono inseriti tutti i solidi che hanno in comune l’infiammabilità.
  • Classe 4.2: sono inseriti tutte le sostanze solide che in comune hanno la spontanea accensione.
  • Classe 4.3: sono inserite tutte le sostanze solide che a contatto con acqua generano gas infiammabili.
  • Classe 5.1: sono ivi inserite tutte le materie comburenti.
  • Classe 5.2: sono inserite tutti i perossidi.
  • Classe 6.1: sono inserite tutte le materie tossiche o nocive, sia per l’uomo che per l’ambiente.
  • Classe 6.2: sono inserite tutte le materie infettanti. 
  • Classe 7: sono tutte quelle sostanze liquide o solide radioattive.
  • Classe 8: sono tutte quelle materie corrosive.
  • Classe 9: sono tutte quelle materie non comprese in altre classi ma che hanno una pericolosità per l’ambiente, o vengono trasportate a temperature elevate.

L’ADR prevede che su veicoli in fase di trasporto o vuoti non bonificati vengano installati dei pannelli di colore arancio, con due numeri in codice. Quella superiore identifica la classe di pericolo, mentre quella inferiore identifica il nome chimico o commerciale delle sostanze presenti sul veicolo. Sempre sul veicolo devono inoltre essere posizionate anche delle placche ovvero dei pannelli di centimetri 30 x 30 disposti sul vertice. Anche questi di facile identificazione.

Requisiti per gli autisti

Per la conduzione di questi veicoli, gli autisti, oltre alla patente di guida necessaria per la categoria del veicolo, necessitano di un’ autorizzazione, il  CFP (Certificato Formazione Professionale). Questa viene rilasciata dalla motorizzazione a seguito di un corso e relativo esame; questo patentino deve essere rinnovato ogni 5 anni dal rilascio, sempre a seguito di corso con esame.

Requisiti del veicolo

Per il veicolo, i requisiti si distinguono in due categorie:

  1. Per il trasporto in colli, il mezzo non necessita di alcun collaudo o autorizzazione particolare, sempre che non trasporti merce della categoria 1 (esplosivi) o della categoria 7 (radioattivi);
  2. Per la tipologia di trasporto in cisterna o alla rinfusa (cassone ribaltabile), i mezzi necessitano del documento chiamato ‘barrato rosa‘, il quale specifica cosa il veicolo è predisposto a caricare, le sue capacità di carico e le sue sicurezze. Questo documento deve essere allegato alla carta di circolazione, essendo parte integrante di quest’ultima.

Requisiti per le imprese

Per quanto concerne le imprese, queste si devono affidare ad un consulente ADR. A ricevimento dell’incarico, quest’ultimo deve rilasciare una relazione di ingresso, dove vengono segnalate tutte le lavorazioni dell’impresa e quali sono le procedure corrette per evitare incidenti a persone o cose. Sempre il consulente deve accertarsi che tutto il personale operante con materie pericolose sia formato e preparato in materia di sicurezza e ADR: impiego dei dispositivi di sicurezza individuale, anche previsti dal D.Lgs. 81/08, sicurezza nei luoghi di lavoro. Sempre il consulente entro febbraio dell’anno successivo, deve redigere la relazione annuale, ovvero un’ analisi su tutta la procedura di lavoro, sugli aggiornamenti che l’impresa intende intraprendere, nonché su eventuali incidenti a persone e cose. L’impresa ha l’obbligo di conservare copia della relazione annuale per 5 anni.  

Per il trasporto di rifiuti pericolosi, l’impresa deve ottenere anche l’iscrizione all’Albo gestori ambientali, per la tipologia 5 (rifiuti pericolosi). Per ottenere questa iscrizione occorre presentare opportuna documentazione atta a dimostrare capacità tecnica tramite un esame o per esperienza maturata nel settore.

Inoltre, l’impresa deve sottoscrivere una fideiussione a favore del Ministero dell’ambiente; in seguito deve essere fatta una perizia al veicolo e eventuali rimorchi nella quale si precisa la loro tipologia, le masse di carico ed eventuali attrezzature per poter caricare trasportare e scaricare le merci. Infine, deve essere fatta un iscrizione al sistema SISTRI, un sistema telematico per la tracciabilità dei rifiuti.

La documentazione del viaggio in questo caso deve avvenire tramite un formulario di identificazione del rifiuto, nel quale oltre a fornire i dati del produttore o detentore e del destinatario del rifiuto, deve anche fornirne le denominazioni e le caratteristiche; infine va identificato il numero CER ovvero la codifica prevista della legge 152 del 2006.