Approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio: il DM 9 maggio 2007 compie 10 anni.

di Filippo Battistini

Oggi ricorre il decennale del primo Decreto Ministeriale inerente l’Approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio in Italia. Anche prima della sua emanazione era possibile applicare questo approccio, ma non vi erano alcune direttive per la sua attuazione. Per la prima volta quindi in un decreto vengono definiti i concetti di curva di rilascio termico (Heat Release Rate), di incendio di progetto e scenario di incendio, in pratica tutto quello che definisce il processo altrimenti detto prestazionale.

Figura 1. Esempio di modellazione in FDS.

La natura estremamente rivoluzionaria del DM 9 maggio 2007 destabilizzò il panorama normativo, tanto che si resero necessarie diverse forti circolari ministeriali esplicative per chiarire alcuni passaggi della norma, e la stessa sua modalità di applicazione.

Linee guida per la valutazione dei progetti

In prima battuta, furono pubblicate le Linee guida per la valutazione dei progetti, un documento redatto con lo scopo di fornire ai funzionari tecnici del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, già formati nello specifico argomento, elementi utili ad una valutazione omogenea su tutto il territorio nazionale. In seconda battuta invece, furono emanate due circolari esplicative che riteniamo personalmente estremamente importanti e chiare nel messaggio che vogliono far passare.

Lettera Circolare n°4921 del 17 luglio 2007

La prima è la Lettera Circolare n°4921 del 17 luglio 2007 dove viene specificato che la frase “in presenza di insediamenti di tipo complesso o a tecnologia avanzata, di edifici di particolare rilevanza architettonica e/o costruttiva, ivi compresi quelli pregevoli per arte o storia o ubicati in ambiti urbanistici di particolare specificità” non deve essere assolutamente inteso in senso limitativo, ma solo come indirizzo per lo strumento prestazionale, sicuramente più sofisticato, raffinato e complesso di quello prescrittivo.

Lettera Circolare n°8269 del 20 maggio 2010

La seconda invece è la Lettera Circolare n°8269 del 20 maggio 2010 che contiene due passaggi estremamente importati in merito al concetto di istituzione della Deroga con approccio ingegneristico. Infatti, viene confermato che, con il metodo prestazionale in caso di istituzione di un processo di Deroga, non devono per forza essere individuate misure compensative in quanto, con valutazioni più raffinate può risultare non presente nessun rischio aggiuntivo pur non rispettando la regola tecnica verticale. Il secondo passaggio della stessa lettera, specifica che, tra i criteri di ammissibilità al rilascio della Deroga, specificatamente per quanto riguarda gli aspetti di “caratteristiche dell’attività” rientrano a pieno diritto considerazioni e valutazioni di tipo economico.

In pratica, si può sempre applicare l’approccio ingegneristico e anche con il solo scopo di ridurre i costi di adeguamento (a parità di livello di sicurezza).

Figura 2. La stratificazione dei fumi riportata da un modello CFD.

Conclusioni

Dunque, dieci anni fa si è iniziato a fondare in Italia le basi per l’approccio ingegneristico. A partire da qualche difficoltà iniziale di natura a volte puramente interpretativa della norma si è passati – step by step – ad una situazione più chiara e condivisa con il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco che ha portato, per i tecnici che si affidano a questa metodologia estremi benefici nella risoluzione di problematiche spesso difficilmente risolvibili con le soluzioni prescrittive, riducendo i costi di adeguamento ed i vincoli di gestione per le attività trattate.
Figura 3. Un esempio di modello di evacuazione.

One more thing

E oggi? Oggi il contesto è particolarmente favorevole. Con il Codice di prevenzione incendi pubblicato nel 2015, applicare la Fire Safety Engineering è diventato, dal punto di vista normativo estremamente più facile e particolarmente vantaggioso, anche per le attività più piccole. Non esistono più deroghe per le attività con norma verticale e/o strane prescrizioni sulla resistenza al fuoco delle strutture. Oggi quando vogliamo applicare l’approccio ingegneristico nella progettazione interveniamo come soluzione alternativa alla strategia antincendio adottata. Questo permette ancor più di prima, di collaborare tra professionisti dove ad esempio può capitare che, il capo-commessa gestisca tutta la pratica di prevenzioni incendi e che affidi a noi, come studio specializzato solamente la componente prestazionale del progetto. Far crescere l’approccio ingegneristico in Italia è un obiettivo che non possiamo eludere. Dal 2015 i progettisti hanno tutti gli strumenti necessari per una progettazione ottimale, pienamente allineate e al passo con i paesi più all’avanguardia in materia come America, Inghilterra, Nuova Zelanda e Svezia.