ATF test: confronto tra attacco all’incendio con media e bassa pressione.

Analizziamo i risultati di un test condotto da ATF Fire Research Laboratory in merito all’impiego di lance a media o alta pressione in ambiente confinato.

Il test ha come scopo il consumo e l’abbattimento delle temperature in ambiente confinato con una lancia a media pressione – circa 500 litri al minuto –  e ad alta pressione – circa 100 litri al minuto. Il risultato è particolarmente interessante, poiché dimostra l’elevata efficienza  dell’alta pressione.

Eppure l’a.p. non può essere adottata come metodo assoluto. Infatti, è sempre necessario valutare le singole situazioni sia ambientali che di sviluppo dell’incendio.

Le simulazioni sono importanti per conoscere il comportamento dei vari strumenti e per perfezionare i metodi ma sono sempre e comunque simulazioni: la realtà è decisamente più complessa.

Non indifferente, poi, è la competenza dell’operatore. Come ben si vede dal test, un attacco deciso ed offensivo permette di operare in maniera molto diversa del solo “buttare acqua” all’interno. Il saper maneggiare la lancia e conoscerne tutte le funzionalità e i limiti – grazie alla formazione continua sui DPI – ci permette di essere rapidi ed aggressivi.

Il “lancista”, dunque,  fa la differenza e in questo test è evidente: l’attacco inizia dalla fase gas e non combustibile come invece spesso contrariamente si pensa e si fa. Già con questa tecnica si abbassa notevolmente la temperatura del locale.
Per chiarezza specifichiamo che l’alta pressione a bassa portata, non è che non sia efficace negli incendi al chiuso – anzi è molto probabile che la portata sia sufficiente a sottrarre l’energia del fuoco-, ma non è adatta a proteggere gli operatori in caso di fenomeni termici importanti ed improvvisi (non a caso le norme USA prevedono almeno 150GPM disponibili in caso di lotta agli incendi in ambienti confinati, mentre le norme francesi prevedono fino a 500 l/min).

Due elementi, verificabili sul video:

1) grande differenza nella quantità d’acqua usata (85 vs 17 galloni, cioè circa 350 vs 70 lt); 2) rapido e simmetrico abbassamento delle temperature a terra, anche se permane elevata la temperatura al soffitto (a dx), quindi con rischio di reignizione dei gas. In ogni caso, grande velocità dell’azione: in pochi secondi si abbattono le temperature, si riduce il focolaio, e si creano le condizioni per il soccorso del malcapitato.

Per arrivare ad un completo controllo dello scenario e della strumentazione sono necessarie molte prove pratiche per gli operatori di lancia, non solo con il fuoco, ma anche con le attrezzature a secco.