CEA Squadra Corse: quarant’anni di gare in sicurezza.

In quasi quarant’anni di corse, l’attività di CEA Squadra Corse ha consentito di portare a termine con successo numerosi interventi preservando la vita di piloti ed equipaggi.

L’obiettivo primario dell’azione di CEA Squadra Corse è lo spegnimento delle fiamme ed è lo scopo per cui si addestrano costantemente. L’equipaggiamento, inoltre, prevede kit per la decarcerazione del pilota, qualora rimanesse incastrato nella vettura: tutte azioni che avvengono in stretta collaborazione con gli altri servizi presenti nelle postazioni.

A bordo pista, esiste un grande affiatamento e rispetto dei ruoli: un pilota ferito non può essere toccato né dal personale antincendio né dai commissari, poiché questo compito spetta esclusivamente al personale medico presente sui circuiti in ogni occasione. Molti dei Leoni CEA hanno nozioni di primo soccorso che all’inizio venivano insegnate dal grande Claudio Costa, ma non possono essere esercitate, e ci si limita a tranquillizzare lo sfortunato protagonista dell’incidente in attesa dei medici.

Per quanto riguarda il servizio antincendio, per una qualsiasi gara del panorama nazionale, la presenza dei Leoni varia tra le 60 e le 70 unità, cifra che sale a 210 in occasione del Gran Premio d’Italia.

È un divario evidente, ma adeguato a un elevato livello di sicurezza in base alla valutazione del rischio. È il direttore di gara a decidere la consistenza dei servizi in pista, ma è prassi che per l’antincendio ci chieda consiglio, vista l’esperienza che CEA Squasra Corse ha maturato in tanti anni.

Quella di CEA, è una squadra decisamente eterogenea, impossibile da imbrigliare entro una sola definizione. Gli operatori hanno un’età compresa tra i 18 e i 65 anni e provengono da Emilia-Romagna, Lombardia, Toscana e Trentino. Potevano essere angeli, ma hanno deciso di chiamarsi “Leoni”. E così, con questo soprannome trasformato in un marchio indelebile, la squadra corse CEA è identificata dal Gran Premio d’Italia del 1978, l’anno del disastroso rogo in partenza che costò la vita a Ronnie Peterson e mesi di inattività a Vittorio Brambilla.

L’incidente al Gran Premio d’Italia del 1978.

Una carambola poche centinaia di metri dopo la partenza, dieci vetture out prima di imboccare la variante, la metà delle quali avvolte da una fiammata senza precedenti in Formula 1. Il tragico bilancio è quello già riportato, ma nelle cronache di Monza del giorno successivo c’era spazio anche per i Leoni che avevano evitato un’ecatombe.

Sarebbe andata peggio se non fossero stati là, ai lati della pista, e non si fossero scagliati contro quel fuoco, spianando la strada al soccorso medico. Secondo alcuni un gesto proprio di angeli; a leggere altri, un’azione da leoni.

Scelsero il leone perché rappresenta al meglio la quotidiana azione sui campi di gara, e da allora tutti li conoscono e li indicano in questo modo. Non esiste manifestazione automobilistica, in Italia, che non li coinvolga in modo più o meno diretto; quella di CEA Squadra Corse è una presenza assidua che, proprio per questa costanza, porge il fianco agli umori di turno.

Una delle Alfa Romeo rosse in servizio a Monza, con il leone della Squadra Corse CEA stilizzato sulla fiancata.

Non è facile rimanere impermeabili ai complimenti, eppure succede proprio così per una squadra che trova entusiasmo ed energie nuove al proprio interno: più che un gruppo di tecnici è una vera e propria famiglia.

“È facile passare da eroi a dilettanti incoscienti: in tanti anni ci siamo abituati a elogi e critiche, e abbiamo imparato a dare il giusto valore a entrambi – dichiara uno di loro – Siamo volontari, ma non confondiamo questa caratteristica con una sorta di dilettantismo che sovente, e a torto, accompagna l’idea del volontariato. Conosciamo a fondo il nostro compito, e comunque la nostra attività è troppo complessa per essere giudicata da singole azioni. Ci sorprendono i continui attestati di stima da parte di Gerhard Berger: è dall’incendio della sua Ferrari a Imola nel 1989 che continua a mostrarci riconoscenza, eppure noi abbiamo fatto solamente il nostro dovere! Un dono del pilota austriaco è proprio all’ingresso della nostra sede di via Tosarelli a Castenaso: si tratta di un esemplare della BMW-Williams 2002 FW 22 numero 9″.

La vettura di Berger in fiamme con il pilota ancora all’interno e sullo sfondo il mezzo CEA che raggiunge il luogo dell’incidente.

Durante lo svolgimento delle gare, CEA Squadra Corse garantisce sempre standard qualitativi elevatissimi, grazie a un’elevata sensibilità nei confronti della sicurezza, della valutazione del rischio, nei confronti delle tecnologie degli attrezzi di primo soccorso e nei materiali ma soprattutto verso la formazione dei suoi Leoni. I team di decarcerazione CEA possono infatti contare su più di 20 fuoristrada 4×4 equipaggiati con strumenti di primo soccorso, centralina oleodinamica a scoppio o elettrica per l’azionamento degli strumenti di decarcerazione, set di attrezzi oleodinamici cesoia e divaricatore o dispositivo combinato, generatore di corrente 4 tempi 2 kW per azionamento utensili elettrici, seghe oscillanti elettriche 220 volt o a batteria 12/18/24 volt per taglio lamiere metalliche/legno/carbonio/plastica/vetro, kit per stabilizzazione e messa in sicurezza vetture, set di cinghie e fasce per traino vettura e assistenza al carro attrezzi durante le operazioni di recupero vettura, corde e imbragature di sicurezza, e attrezzatura varia nel rispetto di quanto richiesto nel supplemento 3 dell’Appendix H dell’International Sporting Code della FIA ed NS11 – Appendice IV – Art. 3.1.9 Annuario CSAI 2011.

L’interno di un mezzo CEA Squadra Corse.

I Leoni CEA seguono inoltre un programma di formazione mirato e ciclico, hanno frequentato e possiedono un attestato per il rischio elevato rilasciato dai comandi del CNVVF e hanno frequentato corsi di primo soccorso Emergency First Response. Tali cicli di formazione consentono di mantenere un elevato livello di competenze e professionalità.

Una sessione di addestramento sulla decarburazione.