Combattere gli incendi boschivi con i droni.

Pare che sia possibile e anzi molto utile una collaborazione tra uomini e mezzi della protezione civile e i droni professionali. Una esercitazione interregionale che ha viste coinvolte Liguria, Piemonte e Lombardia, svoltasi al confine tra le provincie di Savona e Imperia ne ha dato conferma.

Il 21 febbraio, presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Università Roma Tre, è stato consegnato un premio ai Vigili del Fuoco per aver utilizzato i droni durante i difficili soccorsi per il terremoto ad Amatrice e nel Centro Italia e per la valanga che ha colpito l’hotel di Rigopiano. Il riconoscimento è stato assegnato in occasione della conferenza inaugurale di “Roma DroneCampus 2017”, il nuovo evento dedicato alle imprese e ai professionisti nel settore dei droni. A ritirare il “Roma Drone Award 2017”, l’ing. Giuseppe Romano, Direttore Centrale per l’Emergenza e il Soccorso Tecnico del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

Ad Imperia, prima della stagione AIB 2016,  si è svolta ed è stata portata a termine con successo una esercitazione antincendio, voluta e organizzata da Regione Liguria, Assessorato Agricoltura, Dirigente del Settore AIB Dr. Valerio Vassallo e il Funzionario AIB Galardi Massimo e Giuseppe Salvo, con la collaborazione del CFS regione Liguria, Coordinamento volontari Protezione Civile provincia Imperia, Savona e Genova e la Partecipazione dei Sistemi Regionali Antincendio boschivo della Regione Piemonte, Dott.sa Cristina Ricaldone e dalla regione Lombardia Dr. Bruno Chiapparoli ha visto la partecipazione di oltre 100 volontari e esperti del settore, oltre all’elicottero della Heliwest che fornisce supporto AIB per la regione Liguria.

Stefano De Lorenzi corresponsabile di Neutech-Airvision, già precedentemente contattato dal Coordinamento Volontari di Savona per un sopralluogo con drone dell’area operativa e dopo aver appreso che sarebbe intervenuto anche un elicottero della protezione civile, ha proposto di estendere la collaborazione e l’utilizzo del APR, proprio nel contesto della missione.
Sono più di 1300 gli operatori riconosciuti ENAC e tantissimi di conseguenza anche i piloti autorizzati e in possesso del relativo attestato, alcuni formati dalla stessa Neutech-Airvision, ma a tutt’oggi nonesiste un protocollo operativo per lavorare nelle aree di emergenza. Anzi al contrario esistonoserie raccomandazioni, specialmente dedicate agli hobbysti di tutto il mondo di stare ben lontani da incendi o zone dove si svolgono operazioni di recupero o salvataggio.

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Questo tipo di sperimentazione è quindi un primo serio passo avanti per coordinare e sopratutto usare le risorse fornite dai droni professionali, i SAPR come vengono definiti per legge, all’internodi operazioni gestite dalla Protezione Civile o Vigili del Fuoco.
Molto spesso nelle operazioni d’emergenza i velivoli sono coordinati dal DOS (Direttore
Operazioni Spegnimento) al momento non ci sono né normative né protocolli per le attività
di volo effettuate con gli Aeromobili a Pilotaggio Remoto, il lodevole intento era quindi quello di  effettuare un primo passo, o meglio primo volo per valutare la possibilità di una effettivacollaborazione e sopratutto condivisione dello stesso spazio aereo tra SAPR e aeromobili veri impegnati nello spegnimento degli incendi boschivi di grandi dimensioni come nel caso di questa esercitazione.

Un velivolo a pilotaggio remoto in ausilio al DOS, può fornire una visione di insieme, ma servono caratteristiche particolari per poter operare in questo contesto. Il velivolo impiegato in questa delicata esercitazione era un Neutech NT6, un drone esarotore prodotto dalla stessa Neutech-Airvision, con una autonomia di volo di 40 minuti, foto videocamera con zoom comandabile da terra.

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Molto importante è stata anche la collaborazione di CISAR, che si occupava del reparto telecomunicazioni che riceveva le immagini trasmesse dal drone che passando per il satellite arrivavano sino alla centrale operativa situata presso il TLC Polo di Villanova.
Un drone che vola in un area operativa con elicotteri e Canadair può essere non solo di intralcio, ma persino davvero molto pericoloso e poco raccomandato, ecco perché  sono state effettuate puntuali riunioni tra i tecnici e piloti di Neutech con gli omologhi responsabili e piloti civili di  Heliwest e con Rosario Falzea specialista del 15° gruppo Elicotteri CC presso l’Aeroporto di Villanova di Albenga, al fine di  creare un preciso Piano Operativo di Sicurezza.

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L’esercitazione si è svolta in un clima meteorologico non particolarmente favorevole, vento e pioggia hanno disturbato i voli del dronepilotato da Giuliano Bidussi sempre facente parte del team Neutech-AirVision e contestualmente hanno favorevolmente impressionato il Capo della Protezione Civile Nazionale, Curcio Fabrizio per la resistenza agli agenti atmosferici e la autonomia di volo. Altrettanto interesse ha sollevato un altro APR denominato Seagle, un drone completamente stagno in grado di sopportare pioggia o neve e decollare o atterrare in acqua.

Un vivo interesse e una certa curiosità sono stati espressi dai responsabili istituzionali quali ad esempio il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, il Vice Presidente Sonia Viale, l’Assessore all’Agricoltura Stefano Mai, il Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni accompagnato dall’Assessore lombardo alla Protezione Civile Simona Bordonali, che si sono soffermati a lungo presso la postazione dove operavano i tecnici della squadra di pilotaggio remoto.
I quali a loro volta sollevavano la preoccupazione per quanto sia necessario un protocollooperativo ben preciso sulla possibilità di volare con i SAPR in collaborazione con aeromobili, durante le operazioni di emergenza, ma al contempo dimostrando quanto possano essere di reale ausilio in un contesto operativo di pericolo a causa di calamità naturali.

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Droni e antincendio. Un rapporto ancora in divenire, che, con lo sviluppo dei mezzi aerei a pilotaggio remoto, diventa sempre più di attualità. Possono gli Apr rappresentare un valido strumento nella lotta ai roghi?

L’ANNUNCIO DI CROCETTA: “UN DRONE PER L’ANTINCENDIO IN SICILIA”

A riportare il dibattito in campo ci ha pensato, negli ultimi giorni, Rosario Crocetta, presidente della Regione Sicilia. Il numero uno della giunta isolana ha annunciato l’intenzione di acquistare una flotta di droni per l’antincendio, senza però indicare date o scopi precisi.

Premesso che quella di Crocetta non è l’unica amministrazione ad aver effettuato questa scelta, il dibattito è di quelli interessanti. Ed è particolarmente vivo negli Usa, dove la stagione del wildfire è un evento sempre più pericoloso per elicotteri e aerei.

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L’ANTINCENDIO NEGLI USA E IL RUOLO DEI DRONI

Lo scorso anno, i roghi hanno ucciso 38 operatori antincendio, portandosi via 4 milioni di acri di terreno e 1000 case. E proprio per diminuire i rischi delle operazioni, potrebbero entrare in gioco i droni.

Le mansioni degli Apr potrebbero essere molteplici. Droni con sensori infrarossi potrebbero intervenire per monitorare situazioni in cui la visibilità è particolarmente ridotta. O, ancora, potrebbero fornire informazioni in tempo reale sugli incendi, allertando gli operatori su eventuali sviluppi dei roghi.

Lo scenario è più vicino di quanto si creda, almeno negli Usa. “Penso che vedremo i droni impegnati nell’antincendio presto – ha detto in un’intervista Rusty Warbis, , flight operations manager del U.S. Bureau of Land Management -. La tecnologia c’è. Bisogna solo verificare questioni legali e di procedure operative”.

UN DRONE PER L’ANTINCENDIO: L’ESPERIENZA DEL RIM FIRE

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Una convinzione guidata anche da un’esperienza dello scorso anno. Durante il Rim Fire, il terribile rogo scoppiato in California ad agosto, le forze locali hanno utilizzato un drone. L’Apr ha identificato le zone dell’incendio più vicine ai centri abitati, segnalando le coordinate per il lancio di acqua o lIquido ritardante tramite mezzi aerei.

Il drone è stato in grado di arrivare da una parte all’altra dell’incendio in 15 minuti, con una capacità di visione superiore a quella di due elicotteri. Grazie ai sensori, infatti, ha potuto “tagliare” la spessa cortina di fumo, posando gli occhi, di fatto all’interno dell’incendio.

Futuri sviluppi

Alcuni studenti di ingegneria da Melbourne University hanno sviluppato un drone antincendiostampato in 3D , denomivato UAV in grado di resistere alle alte temperate e volare per un massimo di 45 minuti, progettato per spegnere incendi boschivi.

L’uso ricreativo dei droni è infatti salito alle stelle negli ultimi tempi, ma questi veicoli aerei senza equipaggio sono generalemnte utilizzati per una varietà di scopi pratici. Dalla consegna di pacchi con Drone Prime Air lanciata  da Amazon e attualmente in fase di sviluppo, si prevede per esempio  di modificare i servizi postali per sempre, mentre i droni vengono utilizzati anche per le riprese aeree, la gestione del traffico, per  raggiungere luoghi alti e molto altro ancora. L’ultimo compito assegnato ai dispositivi volanti, cioè quello di combattere gli incendi, potrebbe essere uno dei più significativi.

Grazie a Drone Magazine e a DroneZine per il contributo.