Debriefing: ragionare sugli errori per il continuo miglioramento

di Tiziano Pojer

Errare è umano: tutti sbagliamo, a maggior ragione in una situazione di stress in cui dobbiamo agire velocemente per risolvere un problema. Più in generale, il numero esiguo di interventi – a fronte delle molteplici tipologie di intervento – rende difficile accumulare l’esperienza necessaria ad essere professionali in ogni situazione.

Purtroppo nel mondo pompieristico i momenti di autocritica e autoanalisi post-intervento, o debriefing, sono spesso assenti o carenti. Viene così meno la possibilità di trasformare gli errori in occasioni di crescita e confronto per noi e per i colleghi, compresi quelli non intervenuti direttamente.

Diverse sono le occasioni in cui ho potuto apprezzare l’utilità di informazioni ed esperienze che altri avevano condiviso con me. Ricordo molto bene un incendio appartamento in cui dovevamo accedere alla struttura da una finestra con le tapparelle abbassate. Memori della testimonianza di Valentino Graiff durante un corso, abbiamo subito tagliato le tapparelle con la motosega.

La scelta si è rivelata vincente e ci ha permesso di risparmiare fatica e tempo.

Non esiste un’unica modalità di svolgere il debriefing: si può fare un debriefing rapido al termine dell’intervento, in cui si discutono solo le questioni più importanti, oppure un debriefing esteso, più strutturato, magari finalizzato alla creazione di un documento da condividere con altri.

Leggi le slides sul debriefing post-intervento di Tiziano Pojer

Nel Corpo dei Vigili del Fuoco di Gardolo abbiamo introdotto la pratica del debriefing esteso a partire dal 2015. L’analisi strutturata degli interventi più rilevanti ci ha permesso di metterci continuamente in discussione. La creazione di un report per ogni debriefing è stata inoltre fondamentale per la formazione dei nuovi vigili, perché ci ha permesso di rivivere gli interventi a distanza di anni e di trasmettere loro quanto appreso.

La pratica di debriefing esteso da noi sviluppata si divide in tre parti.

La prima fase va svolta al termine dell’intervento. Una volta raccolte le fotografie dell’intervento, si discute a ruota libera, e ognuno è incoraggiato a fare osservazioni ed evidenziare errori e carenze di qualsiasi tipo (procedure, attrezzature…). Il tutto viene annotato su una lavagna e fotografato per essere analizzato in seguito. Per una buona riuscita della condivisione è importante che l’atmosfera sia positiva: tutti sono attorno alla lavagna per crescere, non per giudicare l’operato dei colleghi.

La seconda fase avviene nei giorni successivi all’intervento. Il Responsabile delle Operazioni di Soccorso o uno dei vigili presenti ricostruisce la cronologia dell’intervento al computer, integrando le osservazioni fatte dai partecipanti. Se necessario si torna sul luogo dell’evento per fare ulteriori foto o raccogliere altri dati, ad esempio le planimetrie. Il resoconto dettagliato dell’evento va tradotto in slide, che devono essere semplici e utilizzare simbologie chiare e comprensibili a tutti.

La terza e ultima fase prevede una serata di presentazione e discussione dell’elaborato in presenza di tutto il personale. L’intento – oltre che condividere le informazioni con chi era assente – è validare il lavoro svolto nella seconda fase, integrando particolari e correggendo eventuali errori. L’obiettivo finale è individuare possibili miglioramenti a livello di procedure, attrezzature e/o addestramento.

Possono anche prendere forma idee innovative: proprio in questi giorni abbiamo ricevuto il prototipo finale di un prodotto studiato con un’azienda del territorio, nato per rispondere a un’esigenza emersa più volte nei debriefing, ovvero gestire e differenziare le bombole cariche e scariche. Si tratta di un telo in PVC bicolore (in foto) da stendere a terra nella zona destinata al cambio delle bombole.

In conclusione, non possiamo eliminare del tutto gli errori, ma possiamo trasformarli in un punto di partenza. Questo è il debriefing: ragionare sugli errori in modo umile e costruttivo, nella continua, necessaria tensione verso il miglioramento.