Il futuro delle termocamere.

In condizioni di scarsa luce e fumo denso, la termografia può aiutare i vigili del fuoco a valutare in modo sicuro uno scenario e a operare correttamente nelle fasi del soccorso. Come i più recenti progressi scientifici stanno migliorando l’efficacia e la sicurezza di questa fondamentale tecnologia? 

Gli scenari in emergenza possono essere caotici e imprevedibili. Sensori termici e termocamere permettono ai vigili del fuoco di interpretare adeguatamente uno scenario d’incendio, consentendo loro di operare al meglio, in modo più sicuro, e prendere adeguate decisioni tattiche. I più recenti progressi permettono ai vigili del fuoco di valutare una scena da distanze maggiori, incrementando la conoscenza della situazione e contribuendo ad eliminare la necessità di un rapido attacco entrando negli edifici in fiamme, operazione notoriamente ad alto rischio.

L’ultima tecnologia applicata alle immagini termiche prevede il monitoraggio di punti sia caldi che freddi. I vigili del fuoco possono usare la funzione “tracker hot spot” per individuare fuoco covante o braci durante le operazioni di bonifica, così come per localizzare l’origine delle fiamme e i punti più caldi sulla parte esterna di un edificio, di una porta o di un muro. Il sistema può anche identificare se esiste il rischio di un collasso, indicando all’operatore le aree da evitare.

Allo stesso modo, la funzione “tracker cold spot” consente ai pompieri di identificare velocemente i punti più freddi e muoversi di conseguenza, evitando zone ad alto rischio. Inoltre, il monitoraggio dei punti freddi può essere utilizzato per determinare una fuga di gas e localizzarne l’origine, poiché il gas, in generale, ha una temperatura sempre inferiore rispetto all’ambiente circostante.

La termografia può aiutare anche in situazioni in cui i vigili del fuoco sono chiamati ad intervenire su un sito dove siano presenti segni di bruciature, ma nessun incendio. Ad esempio, consideriamo un impianto elettrico che si sia surriscaldato dietro  a un elettrodomestico o dentro una cavità della parete e che potrebbe costituire un incendio covante. La tecnologia delle immagini termiche consente ai vigili del fuoco di localizzare il calore dietro le pareti o in una zona nascosta alla vista per poi scegliere il corretto approccio da utilizzare.

La “Misurazione diretta della temperatura (DTM)” è una caratteristica della tecnologia di valutazione termica che viene utilizzata per determinare la temperatura superficiale degli elementi all’interno della struttura, rispetto agli ambienti estremi. La funzione DTM può essere usata per dirigere le squadre di attacco verso il punto dell’incendio, ma può anche avvisare i vigili del fuoco di uscire dalla scena qualora le temperature degenerino in valori estremi.

La mappa termica a colori, d’altra parte, è una caratteristica che funziona se congiunta alla misurazione delle temperature misurate nel campo visivo della termocamera. Ogni colore rappresenta una specifica temperatura che consente all’utente di monitorare rapidamente eventuali cambiamenti nell’ambiente senza dover puntare il sensore su un punto specifico e leggere il valore DTM.

Come per tutte le tecnologie, la termografia ha percorso un lungo cammino da quando è stata introdotta, e l’impiego sul campo ha preso piede molto lentamente.

Pensate a come viene utilizzata oggi: quando i vigili del fuoco entrano in uno scenario, un membro del team ha una termocamera a mano che usano per muoversi e valutare l’ambiente circostante. Devono comunicare ciò che vedono attraverso lo schermo ai loro colleghi, che stanno lavorando magari al buio, e che agiscono secondo quanto vedono i loro ‘occhi’. Le prime termocamere erano pesanti, costose, e vigili del fuoco erano inesperti nel loro utilizzo.

Ora, però, gli ultimi sviluppi della tecnologia di imaging termico hanno portato a realizzare telecamere leggere, veloci e facili da installare e contenenti una tecnologia superiore e numerose funzionalità. Questa nuova tecnologia sta contribuendo a un’evoluzione nella lotta contro gli incendi e potrebbe trasformare completamente la velocità e la precisione con cui i vigili del fuoco possono portare a termine il loro lavoro.

E, poiché le soluzioni diventano indossabili, gli sviluppi tecnologici mirano a proteggere ulteriormente la vita dei vigili del fuoco, dando loro la possibilità di guardare immagini termiche pur mantenendo libere le mani. In questo modo i vigili del fuoco possono muoversi in modo sicuro e accelerare il processo di intervento. E ‘probabile che si verificherà presto un proliferare di tecnologia indossabile, che potrebbe portare a soluzioni tecnologiche veloci, piccole e più efficienti.

Norme per termocamere

Nel 2013 la NFPA ha redatto una norma per le nuove termocamere utilizzate dal personale in servizio antincendio durante le operazioni di emergenza. Intitolato NFPA 1801, questa è stata la prima norma scritta per i vigili del fuoco applicabile alle termocamere e fornisce rigorosi test ambientali e di durata nel tempo in funzione di resistenza a impatto, a fiamma viva e al calore. La norma affronta anche la progettazione, l’etichettatura dei prodotti, la certificazione e i requisiti prestazionali delle termocamere. Questi requisiti includono anche la qualità dell’immagine, il campo di temperatura, le emissioni elettromagnetiche, le vibrazioni e la resistenza al calore.
La norma NFPA 1801 è attualmente applicata solo negli Stati Uniti, tuttavia, come per molte altre linee guida NPFA, i Paesi in tutto il mondo ne seguiranno l’esempio e adottaranno presto gli stessi principi.

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