I fabbricati con destinazione multipla e/o mista

di Dario Zanut

DPR 151/2011  
L’attività n. 73 – Questa (s)conosciuta
Per molto tempo, professionisti ed enti di controllo (Comuni, Vigili del Fuoco ecc.) si sono trovati alla prese con fabbricati a destinazione multipla e/o mista, che spesso nascevano con destinazione generica e nel tempo venivano utilizzati in vari modi (uffici, terziario, depositi, attività produttive, servizi ecc.). In genere si trattava di complessi utilizzati da diversi soggetti che non rientrano nelle attività soggette ai controlli antincendio. Per tali situazioni, una delle difficoltà consisteva nell’individuare i rischi incendio effettivamente presenti, richiesti dagli Enti che rilasciavano l’autorizzazione (spesso il Comune di Competenza).

Con il DPR n.151/2011 è stata introdotta la attività n.73 : Edifici e/o complessi edilizi a uso terziario e/o industriale caratterizzati da promiscuità strutturale e/o dei sistemi delle vie di esodo e/o impiantistica con presenza di persone superiore a 300 unità, ovvero di superficie complessiva superiore a 5.000 mindipendentemente dal numero di attività costituenti e dalla relativa diversa titolarità. L’attività è suddivisa in categoria B (fino a 500 persone e fino a 6000 m2 ) e categoria C (oltre 500 persone e oltre 6000 m2). Pertanto si devono attivare i procedimenti di esame progetto e SCIA come previsto nel DPR 151/2011 entro i termini temporali previsti.

Per chiarire molti dubbi interpretativi, con la nota Ministeriale n.4756 del 09.04.2013 sono stati formulati chiarimenti, come segue:

  1. Il punto n.73 è diretto ad assoggettare ai controlli di prevenzione incendi, indipendentemente dalla diversa titolarità, quelle attività terziarie o industriali, che per le loro caratteristiche non raggiungono le rispettive soglie fissate per l’assoggettamento e, conseguentemente, non risultano singolarmente tenute agli adempimenti previsti dallo stesso decreto. Ai fini dell’assoggettamento, le predette attività devono essere necessariamente caratterizzate da comunione delle strutture e/o dei sistemi delle vie di esodo e/o degli impianti.
    Relativamente alla destinazione d’uso dell’edificio e/o complesso edilizio, si evidenzia che sono da considerare come appartenenti al settore terziario, per esempio, le attività commerciali, gli uffici, le attività ricettive, le attività di servizi in generale, etc.
  2. Non rientrano, nell’attività n.73 le aree destinate a civile abitazione le quali, anche se parzialmente presenti nell’edificio o complesso di edifici, non concorrono nel computo dei parametri fissati per determinare l’assoggettamento o meno agli obblighi del D.P.R. n. 151/2011.
  3. Nel caso in cui nel complesso edilizio siano presenti attività incluse nell’allegato I al DPR n. 151/2011, soggette ai relativi adempimenti, ma separate dal resto dell’edificio, con strutture di idonea resistenza al fuoco e con impianti e vie di esodo propri, le stesse non saranno considerate ai fini del computo dei parametri fissati per il punto n. 73; nel caso contrario le stesse attività saranno computate ai fini del raggiungimento delle soglie per l’assoggettabilità al punto n. 73. In entrambi i casi prima descritti, per il responsabile delle attività incluse nell’allegato I al D.P.R. n. 151/2011, ricorreranno gli obblighi previsti dallo stesso decreto per la propria attività, oltre a quelli derivanti dalle comunioni presenti in concreto nell’edificio.
  4. Il responsabile dell’attività che si configura al n.73 provvederà alla valutazione dei rischi interferenziali tra le attività presenti nell’edificio, riferiti alla comunione delle strutture e/o dei sistemi delle vie di esodo e/o degli impianti. Le singole attività ubicate nell’edificio e/o complesso edilizio assoggettato come n.73, dovranno osservare, ove presenti, le regole tecniche pertinenti l’attività esercitata o i criteri generali di prevenzione incendi e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Al fine degli adempimenti di cui al D.P.R. n. 151/2011, le istanze o le segnalazioni certificate di inizio attività potranno essere sottoscritte congiuntamente da tutti i responsabili delle attività che configurano la n. 73 o da un loro incaricato.

Quali norme utilizzare ?
Si possono utilizzare le normative per singole attività (es. uffici), le RTO e/o i criteri generali. Ciascuna soluzione deve sicuramente ricomprendere quanto previsto nel DM 10.03.1998 (si tratta sempre di un luogo di lavoro). Personalmente propendo per l’utilizzo delle RTO.

In collaborazione con il Blog di Dario Zanut.