Incendio intercapedine del tetto. Prove sul campo.

Riportiamo la sequenza di piccole prove di incendio intercapedine tetto, svolte in addestramento da alcuni vigili del fuoco. Nel corso della prova è interesscante osservare come si sviluppa e si comporta il fuoco e quali fenomeni si innescano a causa della combustine dei materiali.

Il primo problema che si riscontra è il comportamento delle guaine di impermeabilizzazione. La normativa prevede l’utilizzo di guaine con un livello di gocciolamento minimo a seguito della combustione. Affinché ciò sia rispettato, però, la posa in opera della guaina deve essere a regola d’arte, cioè fusa per tutta la superficie della guaina stessa. Per risparmiare tempo, purtroppo alcuni costruttori, fondono soltanto il perimetro della guaina stessa, impedendo al collante della zona centrale di omogeneizzarsi con il tetto. Così, in presenza di una fonte di calore il collante torna a gocciolare, non essendo omogeneo col tetto stesso. Il gocciolamento è un problema particolarmente grave poiché comporta la propagazione delle fiamme agli strati inferiori della copertura.

Il secondo problema è costituito dai fumi che sono particolarmente nocivi per la presenza dei gas prodotti dalla combustione dei materiali di impermeabilizzazione e particolarmente pericolosi per l’orientamento degli operatori posizionati sulla copertura.

Il passaggio più delicato, come nella maggior parte degli interventi, è capire quale strategia adottare per bloccare l’incendio, quindi come operare contemporaneamente con utilizzo della motosega e degli estinguenti, in questo caso schiuma con AP.

Queste prove sono molto importanti per gli operatori, ed è una fortuna poter avere delle strutture a disposizione prima della demolizione.

Il vantaggio è doppio:

1) permettere ai vigili ed alle squadre di capire e pianificare le operazioni semplici e chiare per mettere rapidamente sotto controllo la propagazione e poi con calma operare per il minuto spegnimento;

2) avendo delle squadre preparate il cittadino riceverà sempre un ottimo servizio; rapido, preciso e con pochi danni secondari, proprio perchè l’utilizzo dell’acqua e della schiuma è limitato al minimo.

Altrettanto importante è la preparazione fisica degli operatori: salire  e scendere scala e autoscala con la tenuta antifiamma completa e APVR è un’operazione particolarmente faticosa; a cui bisogna aggiungere la possibilità di mantenere lucida la mente e reattivo il corpo.

L’addestramento e la ricerca di metodi nuovi, dunque, sono fondamentali in campo antincendio.

Le strumentazioni impiegate sono:

un premescolatore di linea per condotte da 25mm in AP, oppure in alternativa si può montare in parallelo alle pompe piccole ad alta pressione, specialmente per l’utilizzo del CAFS portatile.

Nessun testo alternativo automatico disponibile.
 Per l’uso con il cafs portatile occorre fare particolare attenzione alle portate, da calcolarsi in funzione dell’ugello inserito alla lancia.
Si ribadisce che non tutto funziona con tutto, ma tutto funziona se è correttamente utilizzato.