Intervento e post-intervento in scenari con liquidi infiammabili.

Anche quando sembra tutto finito, le protezioni servono sempre, non per nulla sono obbligatore. Questa raccomandazione diventa particolarmente significativa, quando si parla di incendio e post-incendio di liquidi infiammabili.

Nella sequenza che arriva dagli Stati Uniti è possibile osservare come non esistano interventi di routine e che uno “spegnimento auto” può nascondere insidie non prevedibili – a partire dall’incoscienza del proprietario.

Nell’immagine seguente osserviamo due operatori impegnati nel tentativo di aprire il vano posteriore per le operazioni di minuto spegnimento.

diapositiva1

Improvvisamente, dal vano comincia a fuoriuscire del liquido non identificato da alcun cartello di segnalazione. I due operatori, si avvedono del liquido solo in un secondo momento e si allontanano dal mezzo.

diapositiva2

Incerti sul da farsi, i due operatori optano per il riavvicinamento. Una volta raggiunto il mezzo, il liquido si innesca, mostrando la sua natura di liquido infiammabile.

diapositiva3

Solo l’utilizzo impeccabile e completo dei dispositivi di protezione individuale permette ai due operatori di riprendere in mano la situazione, avendo ragione delle fiamme.

diapositiva4

Dal video è possibile dedurre che o all’interno vi fosse qualche tanica oppure che i vapori del serbatoio abbiano ripreso un innesco. Questo genere di scenario succede spesso quando sono coinvolti automezzi. A spegnimento ultimato, operazioni come il caricamento del mezzo incendiato sul carro attrezzi richiedono un’attenta valutazione dei rischi: a causa della pendenza, può verificarsi, ad esempio, la fuoriuscita dal serbatoio del carburante che innescandosi, dato il basso valore di temperatura di infiammabilità del liquido, può dar vita a un nuovo incendio. Solo la presenza di una vicina lancia pronta all’uso e la conoscenza di tali pericoli può scongiurare un’evoluzione peggiorativa dello scenario.

Queste considerazioni impongono una riflessione su tutte quelle volte che, dopo aver ultimato un intervento, i vigili del fuoco consegnano il mezzo a terze persone – non esperte di antincendio e prevenzione del rischio – e non si preoccupano delle modalità di trasporto e della sicurezza delle successive operazioni.

Lo stesso discorso concerne le auto alimentate a gas coinvolte in incidenti.

Se il serbatoio del mezzo avesse problemi dopo che il mezzo è stato portato via, di chi sarà la responsabilità? I veicoli incendiati andrebbero consegnati a terzi solo dopo la certa assenza di rischi. A tal proposito è importante predisporre: un’attenta ispezione visiva, la verifica che tutta la carcassa risulti fredda – meglio se mediante camera termica, al fine di escludere la possibilità di inneschi interni o fuoco covante- , opportune indicazioni al personale del soccorso stradale e il rendere edotto il personale di Polizia su come trattare il mezzo e dove non collocarlo. Una procedura di questo tipo potrebbe garantire maggiore serenità agli operatori in ogni fase dell’intervento.

L’argomento trattato in questo articolo, trova spazio nel cosiddetto ambito del “trasferimento di responsabilità”. E’ il responsabile ultimo (il ros, il capopartenza, il capo squadra, il capo reparto) a dover mettere in atto tutte le condizioni per il suddetto trasferimento.

In pratica, occorrerà “riconsegnare la strada” alla Polizia Stradale – la quale si occuperà di riaprirla -, il mezzo incidentato al tecnico del carro attrezzi ed eventualmente in caso di grandi perdite di carburante, si dovrà trasferire la responsabilità al proprietario della strada, affinché intervenga con eventuali separatori di oli o mezzi speciali.

E durante l’estricazione?
Apriamo un ulteriore argomento in merito ai rischi presenti all’interno di vetture incidentate.

Durante l’estricazione, gli operatori usano proteggersi dai liquidi organici (sangue, urina,…), ma una volta terminate le operazioni di recupero dell’infortunato, è uso lasciare che sia il tecnico del carro attrezzi a recuperare la vettura.

Purtroppo, si sono verificati casi  in cui all’interno del veicolo era verificabile la presenza di materiale organico potenzialmente contaminato, esponendo i tecnici del soccorso stradale o di Polizia a rischi da contaminazione biologica.

In alcune nazioni, si usa applicare degli adesivi con il simbolo “biohazard” proprio per rendere edotto dei rischi presenti chi arriva sullo scenario dopo i vigili del fuoco.

Altri rischi?
Altri rischi legati agli incidenti stradali sono tutte le sicurezza attive – come gli Airbag inesplosi.

Gli operatori dei vigili del fuoco sono tenuti a mettere il veicolo quanto più in sicurezza possibile, ma è sicuro che ciò avvenga?
Viene opportunamente informato chi arriva dopo i vigili del fuoco in merito a quanto fatto e ai rischi restano presenti ?

Viene realmente effettuato questo “trasferimento di responsabilità” ?

Tale termine non significa lavarsene le mani, ma obbligare ad informare chi arriva dopo sullo scenario in merito a cosa è stato trovato e cosa viene lasciato.
RAGIONARE e PENSARE è fondamentale in emergenza, perchè è l’unico modo per darsi una risposta ed una valutazione.