La curva d’incendio.

L’incendio è una particolare combustione in atmosfera di ossigeno contenuto nell’aria in un volume finito o infinito, indesiderata a cui partecipano combustibili generici – solidi, liquidi o gas- a ciò non destinati, che ha origine in luogo all’uopo non predisposto ad accoglierla, per effetto di un apporto di energia occasionale, in un certo tempo e con certe caratteristiche dipendenti dallo stesso luogo e dalla qualità e quantità dei materiali combustibili presenti, e che per tali motivi spesso sfugge al controllo dell’uomo con conseguenti danni a persone, a cose e all’ambiente.

Lo sviluppo di un incendio all’interno di un ambiente confinato – ad esempio una stanza -, può essere illustrato con riferimento all’andamento temporale della temperatura media durante l’incendio.

Tale curva permette di individuare più fasi durante lo sviluppo dell’incendio:

  • L’IGNIZIONE;
  • LO SVILUPPO PREFLASHOVER (PROPAGAZIONE);
  • IL FLASHOVER;
  • L’INCENDIO COMPLETAMENTE SVILUPPATO (INCENDIO GENERALIZZATO);
  • DECADIMENTO FINALE (ESTINZIONE). diapositiva1
  1. Fase d’ignizione: in essa il processo di combustione è instabile, governato principalmente dal bilancio termico della reazione;
  2. Fase di propagazione: una volta stabilizzata la reazione di combustione, si nota una marcata tendenza all’estensione dell’incendio, associata ad un rapido aumento della temperatura ambientale;
  3. Fase d’incendio generalizzato: quando la temperatura ambientale tende all’uniformità e raggiunge valori compresi fra 500 °C e 600 °C, in dipendenza delle caratteristiche del compartimento e dei materiali combustibili in esso contenuti, oppure la potenza radiante raggiunge i 20 kW/m2 a livello del pavimento, si ha il cosiddetto punto critico ovvero punto di completo sviluppo dell’incendio, conosciuto anche come flashover.
  4. Fase d’estinzione e raffreddamento: il progressivo esaurimento del combustibile determina la riduzione dell’emissione termica da parte dell’incendio, il quale diminuisce gradualmente d’intensità, fino a giungere all’estinzione. L’incendio può essere considerato estinto quando la temperatura dell’ambiente è scesa al di sotto dei 300 °C, potendosi ragionevolmente escludere improvvisi reinneschi dovuti al livello termico.

Il termine flashover è stato coniato dai vigili del fuoco britannici per indicare l’accensione improvvisa dei gas accumulatisi nella parte alta d’un locale, durante l’incendio (incendio generalizzato). La migliore definizione che troviamo è di Kennedy nella norma NFPA101: Life Safety Code 3.3.79 Flashover:

«Una fase dello sviluppo di un incendio al chiuso nel quale tutte le superfici esposte raggiungono la temperatura di accensione più o meno contemporaneamente e il fuoco si propaga rapidamente a tutto il compartimento.

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Il passaggio rapido nell’evoluzione di un incendio, in cui tutte le superfici dei materiali combustibili presenti in un locale chiuso o semi chiuso si infiammano è evidenziato anche dalla” definizione I.S.O. (francese): “La transition rapide dans le dèveloppement d’un incendie oû toutes les surfaces combustibles dans le compartiment s’enflamment.

 La definizione afferma che per raggiungere le condizioni ideali perchè un flashover si verifichi, l’incendio deve svilupparsi in un locale chiuso o semi chiuso ed, inoltre, che è necessario essere in presenza di materiali combustibili e che il fuoco si sviluppi rapidamente sulla totalità delle superfici disponibili.

Il flashover coincide con il primo punto di flesso della curva. Tutto il materiale combustibile presente nel locale investito dall’incendio prende fuoco contemporaneamente; questo particolare momento del fenomeno oggetto di studio assume grande rilievo perché rappresenta un gradino improvviso nello sviluppo del fuoco, costituendo anche pericolo per le squadre eventualmente impegnate nell’estinzione.

L’incendio generalizzato è lo stato di coinvolgimento completo di tutto il materiale combustibile all’interno d’uno specifico spazio (EC 1). Corrisponde all’infiammazione di quasi tutti i materiali combustibili presenti ed è caratterizzato dall’emissione di fiamme dalle finestre, in strati di forte spessore. Il valore di 600°C è adottato nella generalità dei casi quale temperatura di completo sviluppo dell’incendio, salvo determinazioni maggiormente approfondite riferite a casi specifici.

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