La lettura del fuoco.

Introduzione

Ogni fuoco (incendio) emette dei segnali che possono aiutare i Vigili del Fuoco a determinare lo stato di sviluppo dell’incendio e, soprattutto, i cambiamenti che si possono verificare. Questa capacità è essenziale per determinare la strategia adeguata e le tattiche da utilizzare. Saper “leggere il fuoco” significa poter prendere decisioni basate sulle proprie conoscenze e non su semplici congetture o sulla fortuna.

Gli indicatori del fuoco

Durante una situazione di soccorso, esistono un gran numero di informazioni che possiamo reperire in qualche istante. Questo documento vuole focalizzarsi unicamente sugli indicatori presenti in caso d’incendio in locali confinati. I Vigili del Fuoco che si trovano ad affrontare incendi in locali confinati, devono tener conto di questi segnali per avere delle indicazioni sulle condizioni d’evoluzione dell’incendio.
Gli indicatori possono essere classificati in quattro grandi famiglie:

FUMI

  1. Colore e densità
  2. Volume e posizionamento
  3. Altezza della zona neutra
  4. Pulsazioni

CORRENTI D’ARIA

  1. Velocità e direzione
  2. Corrente d’aria turbolenta o regolare
  3. Fischi

CALORE

  1. Oscuramento delle finestre e poco o nulla presenza di fiamme
  2. Raggrinzimento e formazioni di bolle nelle parti colorate
  3. Aumento improvviso del calore

FIAMME

  1. Colore
  2. Volume
  3. Localizzazione

Stima “FACF”

L’osservazione dei Fumi, dell’Aria, del Calore e delle Fiamme (FACF) è una parte importante del lavoro della stima della dinamica dei rischi. Questo permette al Capo Squadra di determinare a che punto di sviluppo si trova l’incendio e di stimare i cambiamenti che potrebbero avvenire con conseguente impatto sulla sicurezza della squadra che sta intervenendo. Questa stima permette un miglior posizionamento delle risorse d’attacco a disposizione. Le squadre impegnate dovrebbero utilizzare il protocollo FACF al fine di stimare il livello di rischio della zona nella quale stanno operando. L’informazione deve essere trasmessa via radio al Capo Squadra che determinerà il profilo dell’incendio e la strategia da mettere in atto.

I fumi

Colori e densità.

Il colore dei fumi varia a seconda dei materiali in combustione e dipende anche dalla ventilazione. Esiste qualche principio generale che può essere applicato allo sviluppo della fase iniziale di stima. I fumi scuri indicano spesso combustioni “ricche”, dovute a una debole disponibilità d’aria (tuttavia un po’ d’aria sarà sempre presente). Quando una combustione con fiamme è possibile, il carbonio presente nel materiale che sta bruciando è rilasciato nei fumi, e questo di conseguenza acquista un colore più scuro. Al contrario, quando la temperatura è bassa, o quando l’apporto di ossigeno è troppo debole per consentire una combustione con fiamme, la materia si consuma senza fiamme attive (fenomeno denominato pirolisi), e una grossa parte di carbonio rimane negli elementi in combustione. Questo produce fumi di colore più chiaro. E’ Importante comprendere che a mano a mano che l’incendio si sviluppa, il calore viene trasferito nelle zone vicine (altri locali attigui), e questo può provocare processi di pirolisi ad altri elementi e la produzione di fumi carichi di combustibile, naturalmente di colore chiaro (i fumi chiari o bianchi sono particolarmente pericolosi e sono una delle sorgenti delle cosiddette “esplosioni di fumo” (smoke explosion). A mano a mano che l’incendio progredisce, lo strato di fumi scende verso il pavimento e la densità di questo strato aumenta.

In generale

Fumi chiari: accumulo dei prodotti di pirolisi, provocati da una crescita importante della temperature del locale.
Fumi scuri: condizioni ricche dovute a una combustione incompleta o a una combustione povera a causa della composizione molecolare della materia.
E’ importante sorvegliare i cambiamenti di colore nei fumi.

ndr: il termine “fuoco (incendio) controllato” è usato dagli anglosassoni per descrivere un incendio che si auto controlla. Assicura “lui stesso” la propria alimentazione con il comburente disponibile, gestisce il combustibile etc. Il “controllo” del quale si parla non è dunque il tipo di controllo esercitato dai Vigili del Fuoco.

Volume e posizionamento.

Il volume dei fumi può essere un elemento che permette di determinare la grandezza dell’incendio e la sua localizzazione. In certi casi non c’è correlazione tra i due fatti, e questo può dare false informazioni sulla localizzazione, grandezza e stato di sviluppo. I fumi possono spostarsi attraverso le condotte d’areazione o parti vuote e apparire in posti imprevisti. Molti Vigili del Fuoco hanno sperimentato interventi nei quali erano presenti enormi quantità di fumo, per poi scoprire che il focolaio era relativamente piccolo e situato in un luogo insospettato. Il principio di base è che i fumi caldi tendono ad elevarsi verticalmente; quando raggiungono degli ostacoli orizzontali cercano nuove scappatoie verticali. Più il percorso è lungo e più i fumi si raffreddano mescolandosi parzialmente con l’aria che incontrano. Come nel caso di tutti gli elementi indicatori, è importante fare una valutazione basandosi su più fatti senza tener conto di uno solo. Nel caso di fumi saturi di combustibile, ci sono alte possibilità di infiammabilità dei fumi alla fine di un percorso abbastanza lungo quando gli si permette di trovare un apporto d’aria. Così la miscela può diventare “ideale” a una distanza relativamente grande dal focolaio. Può succedere che un incendio iniziato al piano terreno si propaghi poi al terzo o quarto piano attraverso l’intermediazione dei fumi, risparmiando i piani intermedi che per mancanza magari di comburente non si sono infiammati.

Altezza della zona neutra

A mano a mano che il fuoco si sviluppa, la zona neutra si abbasserà e i fumi si intensificheranno. Dunque: una zona neutra molto alta indica che l’incendio è nelle sue prime tappe di sviluppo, una zona neutra molto bassa indica una forte probabilità di backdraft. Un innalzamento improvviso e rapido della zona neutra indica che una ventilazione è in corso. Un abbassamento graduale della zona neutra indica che si sta costituendo gas di combustione e ci si sta avvicinando ad un potenziale flash-over. Un abbassamento improvviso della zona neutra indica un improvvisa intensificazione dell’incendio.

ndr: lo spostamento della zona neutra deriva anche da un fenomeno dimostrato dalla legge di Charles che dice che un gas caldo si dilata. Dunque più il calore aumenta più il gas occupa spazio. Restando bloccato in alto, lo strato di gas aumenta di spessore e sembra abbassarsi.

Pulsazioni

Il fatto che i fumi sembrino “pulsare” attraverso piccole aperture, può indicare la presenza di un fuoco a ventilazione controllata (vedere la terminologia anglosassone). Questo indica che sono in corso delle variazioni di pressione, dovute alla limitata disponibilità d’ossigeno. Appena la quantità di ossigeno diminuisce per il processo della combustione, avremo un rallentamento di questo processo, i gas si raffredderanno e si contrarranno. Questa depressione nel locale aspirerà l’aria attraverso gli orifizi che troverà. L’aria verrà aspirata verso il fuoco, che riprenderà d’ampiezza: la temperatura salirà di nuovo, i gas si riscalderanno nuovamente e dunque dilateranno facendo “pulsare” verso l’esterno del locale i fumi fino a che l’ossigeno sarà consumato, e il circolo inizierà di nuovo. In certi casi questo si può trasformare in un backdraft potenziale. I fumi che sembrano pulsare attraverso grandi aperture devono essere analizzati in un contesto più generale di movimento d’aria e saranno trattati nel prossimo capitolo.

Correnti d’aria

La corrente d’aria è il movimento dell’aria verso la base dell’incendio/fuoco, e il movimento degli elementi della combustione, molto caldi, verso l’esterno del locale. Il termine scientifico è “onda gravitazionale” o “corrente gravitazionale” o “corrente di convezione”.

Velocità e direzione

Quando un’apertura viene creata, i gas caldi escono dal lato superiore di questa apertura e l’aria fresca entra per il lato inferiore. Un movimento improvviso e completo di questa corrente d’aria verso l’interno del locale indica l’imminenza di un backdraft. In certi casi questo può essere seguito da un movimento di reflusso, quindi il backdraft si produce qualche secondo dopo.

Corrente turbolenta o regolare

Se la corrente d’aria è lenta, regolare, può indicare che l’incendio è nella fase iniziale, e più precisamente che la combustione è “controllata”. Se invece la corrente d’aria è rapida e turbolenta (spesso la si nota nella zona neutra molto bassa) può indicare un fuoco attivo, in una fase di ventilazione controllata. Le pulsazioni forti a livello di corrente d’aria indicano un incendio a ventilazione controllata.

Fischi

I fischi possono indicare che l’aria è spinta in un senso o l’altro attraverso piccole aperture. Questo movimento è dovuto a variazioni di pressione. Di nuovo è indice di ventilazione controllata. E’ comunque difficile avvertire i fischi prodotti dallo spostamento d’aria a causa del normale rumore dovuto all’incendio stesso e ai DPI indossati.

Il calore

Le valutazioni operative devono tener conto degli indicatori quali: annerimento o rottura delle finestre. L’annerimento indica condizioni di combustione con residui “ricchi” (backdratf potenziale) e la rottura dei vetri è indice di alta temperatura (rischio di innesco di combustione viva). L’apertura di porte o finestre deve essere realizzata con grandissima precauzione quando ci si trova in queste condizioni.

Raggrinzimento delle zone pitturate

Bagnare con po’ d’acqua nebulizzata una porta o una superficie può servire come test per la temperatura che vi è all’interno del locale. Se, per esempio, la porta è calda, il sottile strato d’acqua che vi abbiamo spruzzato evaporerà molto velocemente. In alcuni casi è anche possibile avere un indicazione sull’altezza della zona neutra, semplicemente osservando a quale altezza cessa l’evaporazione.

Aumento improvviso della temperatura.

Evento che indica sovente l’imminenza di un backdraft o un flash-over. Indica molto spesso che una combustione dei gas (fumi) è iniziata nella parte superiore del locale (a livello del soffitto). Questo evento è difficile da riconoscere: è uno degli ultimi indicatori che rischia di non consentire abbastanza tempo per reagire.

Fare il test della temperatura.

Si può fare dando un “rapido colpo di lancia” (pulsione) con un getto nebulizzato stretto nello strato superiore, cioè verso il soffitto. Se l’acqua ricade senza alcun fischio significa che al soffitto ci sono meno di 100°C. Se l’acqua non cade, e un certo fischio viene avvertito, significa che la temperatura è allora oltre i 100°C e che l’acqua è evaporata.

Fiamme

Il colore delle fiamme dà un indicazione su cosa sta bruciando. Questo comunque può indurre in errore dato che un prodotto può dare fiamme di colore differente durante il processo di combustione. Per esempio il GPL miscelato con l’aria brucia con una fiamma blu (presenza di CO2). Ma se l’aria e il combustibile sono miscelate per diffusione, la fiamma risulterà gialla a causa di particelle di carbonio. Un altro esempio, la combustione di pannelli di truciolato, quando l’aria è presente in quantità sufficiente, brucia con fiamme gialle. Quando la concentrazione di ossigeno diminuisce, le fiamme divengono rosso arancione. In un incendio di locale confinato, le fiamme gialle indicano generalmente una presenza d’aria in quantità sufficiente. Fiamme color rosso/arancio indicano che c’è meno ossigeno a disposizione e che una combustione a residui “ricchi” sta per prodursi. Anche la forma delle fiamme fornisce indicazioni sul tipo di combustione in corso. Le fiamme rosso/arancio che risultano da una combustione “ricca” sono spesso turbolente, animate e abbastanza corte. I prodotti di pirolisi accumulati producono una fiamma giallo pallida, a volte molto chiara, in questo caso sono fiamme lunghe, larghe che si muovono lentamente. La formazione di fiamme blu attorno alla zona neutra, provengono dalla presenza di monossido di carbonio, che sono concentrate in piccole zone infiammabili. Come in tutto il protocollo FACF, è importante sorvegliare di continuo il colore delle fiamme e tener conto delle variazioni.

Valutazione dinamica dei rischi
L’uso della ventilazione operativa non può essere sviluppata e messa in opera senza aver prima verificato le condizioni con il protocollo FACF. La stima dei rischi è un lavoro continuo che deve essere ripetuto durante il corso dell’intervento. “Leggere il fuoco” è essenziale in un quadro di sviluppo della tattica generale, ma la stima dei rischi deve essere messa in opera da tutti i componenti della squadra. La capacità di stima deve essere sviluppata attraverso una combinazione di elementi teorici, dimostrazioni con simulatori a dimensione ridotta, a dimensione reale e se possibile in incendi di abitazione perfettamente sotto controllo. Elementi per comprendere queste dinamiche possono essere acquisiti attraverso la visione di video. Ora è chiaro che attraverso la pratica e l’addestramento che queste capacità possono essere pienamente sviluppate dai praticanti.

Articolo in collaborazione con vfpro.it.