La porta di addestramento alla forzatura “Dforcible By Aroc”

Mentre cresce l’impiego di strategie che prevedono l’ingresso negli edifici da parte dei corpi antincendio di tutto il 
mondo, un problema si affaccia quotidianamente alle squadre impegnate sullo scenario: la forzatura di porte, finestre, cancelli e portoni. A tal scopo, sui mezzi di primo intervento sono sempre più diffuse attrezzature come il famoso “Halligan”, per cui la necessità di formare e aggiornare in modo efficace il personale rimane una priorità, spesso purtroppo inespressa.
Da diversi anni, l’azienda AROC offre sul mercato europeo una porta di “formazione alla forzatura”.
Antincendio Italia ha contattato i produttori per farci raccontare come funziona questo 
strumento formativo.

 Come nasce questa idea?
La porta “Dforcible di AROC” nasce dalla collaborazione tra un vigile del fuoco che è il progettista originale, e la Compagnia francese Aroc, produttrice di caldaie industriali con sede a La Rochelle. L’obiettivo perseguito da questa combinazione di competenze è chiaramente orientato alla qualità e alla durata del prodotto proposto.
A cosa serve Dforcible?

I suoi utilizzi sono diversi. Sicuramente, nasce per la formazione all’utilizzo dei vari strumenti di forzatura, tipo Halligan, leve generiche, poi però l’abbiamo adattata nel tempo anche per testare l’utilizzo di attrezzi più complessi come seghe a disco o addirittura arieti, per questo la porta presenta un aspetto così massiccio e tozzo.

Come riuscite a simulare la resistenza di un infisso senza dover buttare via ogni volta il simulatore?
Negli anni, il simulatore si è evoluto sempre in meglio. Ad esempio, nell’ultima versione realizzata siamo riusciti a ridurre al minimo l’effetto di ondeggiamento durante le sequenze di prova, e ad evitare la presenza o la formazione di puntoni e sporgenze che possono ostacolare il lavoro o peggio rendere non sicura la prova.
C’è una cura quasi maniacale dei dettagli…
Beh…su attrezzature così importanti per la formazione di un vigile del fuoco non possono esserci sbavature. Tornando ad esempio all’ondeggiamento, l’esigenza di un design tozzo e robusto ha senso perché quando viene 
applicata una forza di impatto elevata (e i nostri pompieri sanno imprimere forze molto elevate), la struttura della porta non si deve muovere o spostare altrimenti la prova sarebbe troppo lontana dalla realtà.
Come funziona?
Il Dforcible ha la particolarità di essere una doppia porta in una sorta di cornice, la cui apertura corrisponde in larghezza e spessore a quella di una porta standard. Questa configurazione consente di resistere a diversi livelli di spinta, in modo da esercitarsi su diversi tipi di forzatura tecnica e sulla porta tirante. Inoltre, è possibile lavorare in entrambe le direzioni di apertura (destro e sinistro), offrendo in totale quattro layout di operazioni.
Questo è un punto importante, perché se le tecniche sono diverse a seconda del tipo di porta, esse possono essere applicate in entrambe le direzioni per aprire in ogni verso e ciò è molto interessante dato l’enorme numero di modelli di porte esistenti sul mercato.
 
In un mondo che viaggia verso la realtà aumentata e nuove tecnologie, un’attrezzatura di questo tipo ha futuro?
Tutte queste possibilità di cui ho parlato rappresentano indubbiamente una garanzia di adattamento futuro all’intervento. Il “Dforcible” è una massiccia struttura in acciaio a doppia porta con un sistema distanziale e componenti sacrificali in legno. Il sistema di spaziatura consente di applicare una forza significativa tra la porta e il telaio senza il rischio di deformazioni della struttura. Pertanto, grazie ad un sistema di leve costituito da molle a tazza disposte su un asse, il lato dell’infisso che ospita i dispositivi di bloccaggio è soggetto a un vincolo mobile. Questo dispositivo distanziatore è regolabile in modo da variare la pressione da esercitare. Ciò rende possibile riprodurre in modo realistico tutti i passaggi di una forzatura (altro che realtà aumentata, ndr). Ad esempio, durante la prima fase di forzatura sulla porta mediante Halligan, è possibile inserire l’utensile nello spazio tra la porta e il telaio (che aumenta la distanza iniziale). Un braccio di leva viene quindi utilizzato per aumentare questo spazio. Questo sistema riproduce fedelmente questa fase. Inoltre, elimina qualsiasi rischio di deformazione irreversibile della struttura.  
Com’è possibile variare la resistenza della porta?
Lo sbloccaggio è assicurato dalla rottura di tacchetti in legno, le cui dimensioni, numero e disposizione possono variare la resistenza della porta di prova. Questa modularità consente di classificare la difficoltà secondo il pubblico e gli obiettivi. La possibilità di inserire fino a 4 morsetti a 4 cm di spessore permette di lavorare su elevati livelli di bloccaggio, superiori a quelli che si trovano nella maggior parte delle porte installate in comune abitazioni. Le tacchette che si spezzano, associate al design generale della porta, possono riprodurre in modo realistico le sensazioni del forzante.  
Quali sono a suo avviso i punti deboli?
Solo tre parti sono sottoposte ad usura diretta (tutte appartenenti al telaio), dove il lavoro avviene necessariamente e dove operano gli attrezzi, metallo contro metallo. Queste parti soggette ad usura, però, sono completamente sostituibili, anche singolarmente e disponibili presso la Aroc. La loro sostituzione sarà necessaria, ma solo dopo un uso molto prolungato. Per quanto riguarda invece il resto dei materiali di progetto o gli spessori, sono tutti in acciaio inox e vale la scadenza tecnica del materiale stesso. Il traforato della porta consente di osservare l’applicazione di gesti e delle tecniche da vari punti di vista, e questo è un punto positivo in termini di sicurezza e pedagogia.