La resistenza al fuoco degli elementi strutturali: online il nuovo volume Inail

di Filippo Cosi

Il ‘Codice di prevenzione incendi’, nella sezione S ‘Strategia antincendio’, prevede dieci capitoli dedicati alle Misure di riduzione del rischio di incendio.

Immagine La resistenza al fuoco degli elementi strutturali

Il capitolo S.2 tratta della resistenza al fuoco delle strutture e offre ai progettisti molteplici opportunità per la risoluzione dei problemi di ingegneria strutturale in caso di incendio. La pubblicazione fornisce una serie di casi studio che illustrano l’applicazione delle soluzioni conformi e alternative contemplate nel capito S.2 del Codice.

Il libro appena pubblicato dall’INAIL è il secondo volume della collana riguardante il Codice di prevenzione incendi, in particolare si tratta del Focus sulla resistenza al fuoco.

La pubblicazione è il frutto di una collaborazione sinergica tra INAIL, CNVVF, Università La Sapienza e alcuni professionisti esperti di antincendio e Fire Safety Engineering, ai quali si è poi associato il CNI.

Uno degli obiettivi condivisi è quello di divulgare il nuovo approccio progettuale in modo da favorirne l’adozione da parte dei progettisti, che oggi hanno a disposizione strumenti molto potenti, come per esempio le simulazioni di incendio e di esodo e le analisi strutturali agli elementi finiti, ma anche modalità semplificate e speditive, di facile applicazione.

La novità del Codice non è infatti da intendere come un obbligo all’utilizzo dei software e sistemi più sofisticati (peraltro in progressivo sviluppo e tuttora con dei limiti), ma soprattutto quella di porre il professionista antincendio al centro del quadro delle scelte progettuali e conseguentemente delle responsabilità. Il progetto sviluppato con il Codice richiede un grande sforzo al progettista antincendio, che può proporre livelli di prestazione e tipologie di misure antincendio diverse da quelle standard, accollandosi però l’onere della dimostrazione della relativa efficacia con gli strumenti che ritiene più idonei.

Credo che il nuovo approccio permetterà, negli anni a venire, di risolvere un numero considerevole di casi di adeguamento antincendio di attività esistenti, che fino ad oggi non era possibile affrontare se non con costi elevati, per cui i responsabili preferivano non procedere o addirittura nascondere le carenze in tema di sicurezza. Per le nuove attività, come per quelle esistenti, è possibile adottare il nuovo approccio in alternativa alle regole tecniche tradizionali, ma ancora per pochi mesi, considerato che ieri (23 aprile) è stato pubblicato in G.U. il decreto correttivo del Codice (il DM 12 aprile 2019) che definisce le attività soggette per le quali diverrà obbligatoria l’applicazione del Codice stesso.

Tornando alla specifica pubblicazione INAIL, relativa alla resistenza al fuoco degli elementi strutturali, sono stati presentati diversi casi pratici, sui quali i vari autori si sono confrontati in modo molto proficuo.

Insieme al primo volume pubblicato l’anno scorso ed a quelli in corso di redazione che usciranno nei prossimi mesi, considerata la quantità di casi pratici illustrati e la caratura degli autori, ritengo che la collana INAIL costituisca ormai un riferimento ufficiale di letteratura tecnica ad uso del progettista antincendio, sia quello già esperto che quello che per la prima volta si approccia a questo tema, di grande attualità in questi ultimi mesi di intenso fervore normativo.