La sicurezza antincendio degli elettrodomestici.

Secondo il rapporto “Injuries in the European Union Statistics summary” – pubblicato nel 2016 e basato su dati 2015/2016 –  i più colpiti da incidenti e infortuni sono gli anziani, i bambini e le donne, cioè coloro che passano più tempo a casa. Perché è proprio nelle case che si verifica il più alto numero di incidenti; a ruota seguono gli infortuni dovuti alle attività sportive. Complessivamente circa il  74% delle lesioni trattate negli ospedali dei 27 paesi membri sono causati da incidenti domestici e del tempo libero. Solo il 20% degli infortuni si verificano per incidenti sul lavoro.

Il rapporto “Injuries in the European Union Statistics summary” è realizzato dall’IDB (European Injury Data Base). L’IDB è stato istituito nel 1999 dalla DG SANCO, nell’ambito del programma di prevenzione delle lesioni, al fine di fornire un accesso centralizzato ai dati raccolti negli Stati membri nel quadro del programma EHLASS (European Home and Leisure Accident Surveillance System).

Si direbbe che la nostra civiltà è sempre più velocemente in grado di combattere le malattie, mentre trova maggiore difficoltà nel rispondere ai pericoli della vita quotidiana che essa stessa ha creato.
Di fronte a questa situazione, molto si può fare avendo più consapevolezza nel rapporto con la casa e con ciò che la abita e mutando il comportamento con semplici accorgimenti.

Nell’ambiente domestico sono tre le principali le cause di incidenti: la qualità degli impianti (elettrico, riscaldamento), le caratteristiche degli oggetti (elettrodomestici, arredi, prodotti per la pulizia, etc.) e il comportamento individuale.

La scossa

Un impianto elettrico non eseguito secondo le norme di sicurezza può essere causa di incidenti e, in particolare, di folgorazione. La folgorazione, più comunemente chiamata “scossa” nel gergo familiare è veramente pericolosa, ed è indispensabile evitare questo rischio soprattutto ai bambini e agli anziani.
La scossa si prende:
• per contatto diretto con una parte attiva dell’impianto, come quando si tocca un filo elettrico scoperto o male isolato.
Per evitare che ciò accada occorre:
– garantire un totale isolamento dei conduttori elettrici, entro canalette o in tubi esterni (non in metallo);
– evitare di congiungere i fili elettrici con il classico giro di nastro isolante: non garantisce affatto un isolamento sicuro;
– sostituire i componenti dell’impianto rotti o deteriorati (spine, prese, interruttori, cavi, etc.) con estrema prontezza;
– evitare che le prese fisse a muro, le prese volanti e gli apparecchi elettrici siano installati vicino a zone in cui è presente acqua.• per contatto indiretto, con un oggetto che non dovrebbe assolutamente trasmettere elettricità (tipicamente un vecchio elettrodomestico o una lampada), ma che in caso di guasto di una parte dell’impianto (tipicamente i fili elettrici che “fanno contatto”) diventa un ottimo conduttore e dà la scossa.
Per evitare il pericolo di scariche elettriche occorre:

– che l’impianto elettrico sia dotato di messa a terra (protezione soprattutto nei confronti dei contatti indiretti);
– che l’impianto elettrico sia dotato di interruttore differenziale e di un interruttore magnetotermico;
Le due funzioni, troppo complesse da spiegare in questa sede, sono ormai compresenti nello stesso apparecchio, il cosiddetto ‘salvavita’. Ci si deve comunque accertare che l’apparecchio di casa nostra sia sufficientemente recente da offrire entrambe le prestazioni, e che sia ben ‘tarato’.
Attenzione: mentre il salvavita è un apparecchio ben preciso che ognuno di noi può notare entrando, ad esempio, in una casa nuova, le cose stanno diversamente per la messa a terra. Non è sufficiente che le prese e le spine mostrino il terzo polo (le spine di tipo piatto utilizzano il polo centrale, mentre quelle di tipo rotondo – Schuko – utilizzano due lamelle laterali). Bisogna essere certi che l’intero impianto sia dotato di messa a terra. E cioè di un particolare cavo collegato ad ogni parte del’impianto che, alla fine del suo percorso è in grado di scaricare un improvviso e imprevisto aumento della tensione. Lo scopo della messa a terra è quindi assicurare che le masse degli elettrodomestici, in caso di guasto dell’impianto, tornino allo stesso potenziale del terreno, cioè non si carichino di elettricità. La messa a terra, inoltre, facilita l’intervento automatico del salvavita.  
Il “certificato di conformità” dell’impianto alla normativa è l’unica documentazione che garantisce – oltre al buon funzionamento dell’impianto stesso – che esso è dotato di messa a terra. E’ rilasciato da un elettricista abilitato ed è obbligatorio: deve essere esibito in caso di vendita o di affitto di un appartamento.
– assicurarsi che tutti gli apparecchi con involucro metallico (lampade, elettrodomestici, ecc.) siano muniti di spina con polo per il collegamento elettrico a terra.
C’è una eccezione: alcuni apparecchi sono progettati in modo da non richiedere la connessione di messa a terra, e quindi hanno una spina senza il terzo polo e non devono essere collegati alla messa a terra. In pratica sono rivestiti di materiali isolanti che impediscono comunque il contatto con tenzioni pericolose.
Sul corpo dell’apparecchio è riportato il simbolo del doppio isolamento, caratterizzato da due quadrati concentrici.

Prodotti insicuri

Cattivo uso e disattenzione sono già di per sé motivo di rischio, ma  accade anche di acquistare prodotti pericolosi perché mal progettati  o mal prodotti. Con sempre maggiore frequenza vengono infatti immessi sul mercato prodotti con difetti costruttivi, oppure prodotti con materiali pericolosi, o privi delle necessarie indicazioni sulla modalità d’uso, ecc.

piccoli elettrodomestici presentano, più di altre categorie del settore,  difetti di fabbrica pericolosi. La ragione principale: per costruirli è sufficiente un piccolo impianto artigianale – poco controllabile e facilmente fuori dalle norme dell’Unione Europea – per non parlare dei prodotti importati da paesi lontani, che più degli altri riescono a penetrare nel mercato senza alcun controllo.
Secondo l’ultimo rapporto del Rapex (sistema di scambio rapido delle informazioni fra gli Stati membri e la Commissione riguardo le misure adottate per prodotti che presentano rischi per i consumatori) le apparecchiature elettriche difettose o non rispondenti alle norme immesse sul mercato europeo nel 2009 sono state 138. Eccone un piccolo estratto: macchine per il caffè a rischio esplosione, friggitrici a rischio di incendio, tostapane o piccoli mixer con isolamento difettoso, piastre o arriccia-capelli con impugnature difettose, aspirapolveri senza messa a terra, frullatori che perdono liquidi, ecc.

Da ciò ci possiamo difendere:

• con l’informazione: ogni settimana il Rapex pubblica un rapporto in cui elenca il produttore, le anomalie e i danni che possono procurare i prodotti difettosi o non a norma immessi nel mercato europeo. Per maggiori informazioni vedi voce corrispondente nel menu di destra.

• evitando di acquistare apparecchiature di dubbia provenienza e con prezzi troppo bassi. A tale scopo ci può venire in aiuto la targa del prodotto che deve riportare alcuni dati obbligatori, come i valori di tensione (volt) e di potenza (watt), il marchio CE) e  altri marchi di qualità.

Il marchio CE

Per avere l’autorizzazione a circolare sul mercato europeo qualsiasi prodotto deve avere il marchio CE, sigla che sta per “Conformité Européenne”. Tale marchio  indica che il prodotto è conforme ai requisiti essenziali previsti in materia di sicurezza, sanità pubblica, tutela del consumatore, ecc.

Altre certificazioni volontarie

A maggiore garanzia della qualità del prodotto, molti produttori fanno certificare le loro apparecchiature da soggetti terzi, che si fanno garanti del fatto che il prodotto è stato sottoposto a tutte le verifiche necessarie per accertare il rispetto delle normative europee in materia di sicurezza. Inoltre questi enti controllano periodicamente il prodotto già certificato per verificarne la continuità degli standard qualitativi. Ecco i principali:

IMQ è il marchio dell’Istituto italiano del Marchio di Qualità, l’ente privato di certificazione italiano, che si occupa di valutare la sicurezza e la qualità dei prodotti nei settori elettrico, elettronico, gas e agroalimentare. 

VDE è il marchio della Verband Deutscher Elektrotechniker, un’autorevole ente privato tedesco che si occupa della certificazione di apparecchiature elettriche, elettroniche ed informatiche.

NEMKO (Norges Elektriske Materiellkontroll) è un’organizzazione privata norvegese di ispezione, prova e certificazione di apparecchi e sistemi elettrici, elettronici ed elettromeccanici e di certificazione di sistemi qualità.

Underwriters Laboratories Inc. (UL) è un’organizzazione indipendente statunitense che sviluppa standard e procedure di prova per prodotti, materiali, componenti, strumenti e attrezzature, soprattutto in materia di sicurezza dei prodotti.