La sicurezza nei locali di pubblico spettacolo

di Marcello Gatto

E’ un giorno dell’Immacolata particolarmente triste: al disastro della Salaria, in cui un civile e un vigile del fuoco hanno perso la vita, si aggiunge la tragedia di ieri sera in una discoteca in provincia di Ancona che ha portato alla morte di 6 giovani tra i 15 e i .

Se nel primo caso la criticità è da ricercarsi nella gestione delle attività di scarico di sostanze pericolose , nel secondo siamo evidentemente di fronte a carenze importanti in materia di sicurezza dei locali di pubblico spettacolo.

Non abbiamo motivo per giudicare moroso il comportamento degli organizzatori, per la verifica del rispetto delle normative in materia è in corso un’indagine da parte della magistratura.

Vogliamo, però, cogliere l’occasione per ribadire alcuni elementi fondamentali per la gestione della sicurezza e dell’evacuazione in caso di emergenza all’interno di locali di pubblico spettacolo, affinché il professionista riveda alcuni concetti fondamentali e il pubblico sappia come orientarsi a grandi linee.

Definizione di Locale di Pubblico Spettacolo

Un locale di pubblico spettacolo può identificarsi come un insieme di fabbricati, ambienti e luoghi (anche all’aperto) destinati allo spettacolo (dove il pubblico assiste passivamente) o trattenimento (dove il pubblico è coinvolto attivamente), nonché gli spazi per i servizi ed i disimpegni ad essi annessi, indipendentemente dal numero di persone, ovvero:

  • i locali definiti dall’art. 17 della Circ. 16/51 del Ministero dell’Interno: locali per concerti, stadi, trattenimenti danzanti, ecc.;
  • i locali definiti dall’art. 1 comma 1 del D.M. 19.08.1996: teatri, cinematografi, cinema teatri, circhi, ecc.;
  • un luogo pubblico, indetto all’esercizio di attività imprenditoriale ed attrezzato per accogliere una qualsiasi manifestazione, dove si possa individuare “il luogo” oggetto del collaudo di agibilità e ci sia uno spettacolo e/o trattenimento finalizzato all’amenità, al divertimento, ecc, e che contenga strutture e/o impianti e/o apparecchiature delle quali sia possibile verificare il grado di rispondenza alle misure tecniche di sicurezza;
  • arene, piazze ed aree aperte dotate di strutture per lo stazionamento del pubblico, dove si svolgono attività di intrattenimento o spettacolo;
  • luoghi confinati o delimitati in qualsiasi modo, all’aperto o al chiuso, anche se privi di strutture per lo stazionamento del pubblico, per lo svolgimento di attività di spettacolo (ballo, concerto, ecc.), anche se svolte all’interno di attività non di pubblico spettacolo (es. sagre paesane al chiuso o all’aperto);
  • ristoranti, bar, piano-bar dove si tengono trattenimenti che si svolgono in sale appositamente allestite per un’esibizione, che possano richiamare una forte affluenza di spettatori, assumendo le caratteristiche tipiche del locale di pubblico trattenimento
  • circolo privato in cui si svolgono manifestazioni di spettacolo o trattenimento, qualora sia possibile l’accesso previo acquisto del biglietto e della tessera di socio senza particolari formalità (possibilità di accesso indiscriminata da parte di chiunque), ovvero presenza di pubblicità dell’evento con i mezzi di comunicazione o affissione rivolta alla pluralità dei cittadini, o presenza di struttura con evidente attività imprenditoriale;
  • gare di motoveicoli, autoveicoli e simili che si svolgono in aree delimitate con presenza di pubblico, anche in assenza di strutture appositamente realizzate per lo stazionamento dello stesso (Circ. M.I. n. 68 del 02.07.1962 e ss.mm.ii.);
  • parchi divertimento, per definizione caratterizzati da unitarietà di gestione, chiara delimitazione dell’area mediante recinzione o transenne o sistemi analoghi, presenza di entrate e vie di esodo, presenza di servizi comuni (chiarimento del Dipartimento di P.S. prot. n. 557/PAS/U/005089/13500.A del 14.03.2013);
  • stabilimenti balneari dove si svolgono attività di pubblico spettacolo o intrattenimento, con esclusione delle aree della concessione demaniale circostanti i locali, purché prive di recinzioni di qualsiasi tipo e di strutture specificatamente destinate allo stazionamento del pubblico per assistere a spettacoli (Legge n. 221/2012);
  • allestimenti di una pluralità di attrazioni viaggianti in uno spazio sufficientemente definito che, per numero di attrazioni o per l’entità di persone prevedibili, possano creare rischi potenziali per la pubblica incolumità e per l’igiene (chiarimento del Dipartimento di P.S. prot. n. 557/PAS/U/005089/13500.A del 14.03.2013);
  • piscine, pubbliche o private, anche prive di strutture per il pubblico, a condizione che sia possibile l’accesso libero a qualsiasi persona, con o senza pagamento del biglietto.

Il concetto di locale di pubblico spettacolo si può quindi riassumere nelle seguenti situazioni, ovviamente in presenza di spettacoli, intrattenimenti, manifestazioni sportive, trattenimenti danzanti, conferenze (congressi, convegni, presentazioni al pubblico a carattere culturale, ecc.) aperti al pubblico:

A)  un locale, un edificio, una struttura temporanea, un’area aperta circoscritta (es. con edifici, transenne, recinzioni o comunque delimitata), anche se privi di strutture per lo stazionamento del pubblico;

B)  un’area aperta con presenza di strutture per lo stazionamento del pubblico (es. sedie o tribune);

C)  locale normalmente non adibito a pubblico spettacolo (bar, ristorante, ecc) che viene temporaneamente “trasformato” per ricavare aree specifiche per lo spettacolo, per il ballo, per conferenze o con distribuzione delle sedie a platea o in circolo oppure nel caso in cui lo spettacolo o intrattenimento diventi parte preponderante rispetto all’attività di somministrazione di alimenti e/o bevande.

LA COMMISSIONE COMUNALE DI VIGILANZA PER I LOCALI DI PUBBLICO SPETTACOLO

A vigilare sul rispetto delle normative inerenti la Sicurezza degli eventi in locali di pubblico spettacolo, viene istituita la Commissione Comunale di Vigilanza, ai sensi dell’art. 141 del R.D. 06/05/1945 n. 635, così come sostituito dall’art. 4 del D.P.R. 311/2001.

Le commissioni di vigilanza hanno i seguenti compiti:

a) esprimere il parere sui progetti di nuovi teatri e di altri locali o impianti di pubblico spettacolo e trattenimento, o di sostanziali modificazioni a quelli esistenti;

b) verificare le condizioni di solidità, di sicurezza e di igiene dei locali stessi o degli impianti ed indicare le misure e le cautele ritenute necessarie sia nell’interesse dell’igiene che della prevenzione degli infortuni;

c) accertare la conformità alle disposizioni vigenti e la visibilità delle scritte e degli avvisi per il pubblico prescritti per la sicurezza e per l’incolumità pubblica;

d) accertare, ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo 8 gennaio 1998, n. 3, anche avvalendosi di personale tecnico di altre amministrazioni pubbliche, gli aspetti tecnici di sicurezza e di igiene al fine della iscrizione nell’elenco di cui all’articolo 4 della legge 18 marzo 1968, n. 337;

e) controllare con frequenza che vengano osservate le norme e le cautele imposte e che i meccanismi di sicurezza funzionino regolarmente, suggerendo all’autorità competente gli eventuali provvedimenti.

La Commissione Comunale è così composta:

  • dal sindaco o suo delegato che la presiede;
  • dal comandante del Corpo di Polizia municipale o suo delegato;
  • dal dirigente medico dell’organo sanitario pubblico di base competente per territorio o da un medico dallo stesso delegato;
  • dal dirigente dell’ufficio tecnico comunale o suo delegato;
  • dal comandante provinciale dei Vigili del Fuoco o suo delegato;
  • da un esperto in elettrotecnica.
    Il parere della commissione è dato per iscritto e deve essere adottato con l’intervento di tutti i componenti.

 I limiti di competenza delle Commissioni Comunali di Vigilanza stabiliti dal D.P.R. 311/2001,sono:

  • locali per teatri, cinematografi, e per spettacoli viaggianti con capienza fino a 1300 persone,
  • altri locali ed impianti, anche all’aperto, con capienza fino a 5000 persone.

Oltre tali limiti la competenza è della Commissione Provinciale di Vigilanza con la composizione di cui all’art. 142 del R.D. 635/1945.

In ogni caso i parchi di divertimento e le attrezzature da divertimento meccaniche o elettromeccaniche che comportano sollecitazioni fisiche degli spettatori o del pubblico partecipante ai giochi, superiore ai livelli indicati con Decreto del Ministro dell’Interno, di concerto con il Ministro della Salute, sono di competenza della Commissione Provinciale di Vigilanza.

 Manifestazioni con presenza di persone di un numero inferiore a 200

Si premette che il numero massimo di persone che possono essere presenti ad una manifestazione è dichiarabile dal responsabile dell’attività solamente nel caso di locali con soli posti a sedere o dove l’area sia delimitata, l’accesso sia controllato e sia possibile determinare l’affollamento in ogni momento.

Negli altri casi, così come chiarito dal Dipartimento di P.S. con nota prot. 557/PAS/U/005089/13500.A del 14.03.2013, l’affollamento può essere determinato con la densità di 2 persone/mq.

L’art. 141 comma 2 del R.D. 635/1940, così come modificato dal D.P.R. 311/2001 e dall’art. 4 comma 1 lett. c) del D.Lgs 222/2016 riporta “Per i locali e gli impianti con capienza complessiva pari o inferiore a 200 persone, il parere, le verifiche e gli accertamenti di cui al primo comma sono sostituiti, ferme restando le disposizioni sanitarie vigenti, da una relazione tecnica di un professionista iscritto all’albo degli ingegneri o nell’albo dei geometri che attesta la rispondenza del locale o dell’impianto alle regole tecniche stabilite con decreto del Ministro dell’interno.”

Resta comunque necessaria l’autorizzazione Comunale così come esplicitato alla sezione I, paragrafo 5 della tabella A allegata al D.Lgs. 222/2016, richiamata al comma 2 dell’art. 4. L’istanza, la documentazione e l’eventuale comunicazione vanno presentate tramite il SUAP.

La Legge 07.10.2013 n. 112 che, all’art 7 recita:

a) all’articolo 68, primo comma, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Per eventi fino ad un massimo di 200 partecipanti e che si svolgono entro le ore 24 del giorno di inizio, la licenza è sostituita dalla segnalazione certificata di inizio attività di cui all’articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, presentata allo sportello unico per le attività produttive o ufficio analogo»;

b) all’articolo 69, primo comma, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Per eventi fino ad un massimo di 200 partecipanti e che si svolgono entro le ore 24 del giorno di inizio, la licenza è sostituita dalla segnalazione certificata di inizio attività di cui all’articolo 19 della legge n. 241 del 1990, presentata allo sportello unico per le attività produttive o ufficio analogo»”.

VIGILANZA ANTINCENDIO

L’obbligo di richiedere al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco il servizio di Vigilanza Antincendio, ai sensi della Legge 966/65 e D. Lgs. 139/2006 art. 18, oltre quando prescritto dalla Commissione di Vigilanza di Pubblico Spettacolo, sussiste anche nei casi elencati dall’allegato al D.M. 22.02.96 n. 261, ovvero:
a) teatri, cinema-teatri, teatri-tenda, circhi con capienza superiore a 500 posti; teatri all’aperto con capienza superiore a 2.000 posti;
b) teatri di posa per riprese cinematografiche e televisive con capienza superiore a 100 posti, quando è prevista la presenza del pubblico;
c) sale pubbliche di audizione in cui si tengono conferenze, concerti e simili con capienza superiore a 1.000 posti;
d) impianti per attività sportive all’aperto con capienza superiore a 10.000 posti anche quando gli stessi vengono occasionalmente utilizzati per manifestazioni diverse da quelle sportive;
e) impianti per attività sportive al chiuso con capienza superiore a 4.000 posti, anche quando gli stessi vengono occasionalmente utilizzati per manifestazioni diverse da quelle sportive;
f) edifici, luoghi e locali posti al chiuso ove si svolgono, anche occasionalmente, mostre, gallerie, esposizioni con superficie lorda superiore a 2.000 mq; fiere e quartieri fieristici con superficie lorda superiore a 4.000 mq se al chiuso e 10.000 mq se all’aperto;
g) locali ove si svolgono trattenimenti danzanti con capienza superiore a 1.500 persone;
h) luoghi o aree all’aperto, pubblici o aperti al pubblico, ove occasionalmente si presentano spettacoli o trattenimenti con afflusso di oltre 10.000 persone.

Il servizio di vigilanza potrà essere prescritto dalle Commissioni di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo, su segnalazione dei Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco, anche per attività di pubblico spettacolo o trattenimento svolte in ambienti di capienza o superficie inferiore a quelle indicate nel paragrafo precedente, quando l’ubicazione, le caratteristiche ambientali o altri fattori rilevanti lo facciano ritenere indispensabile nel pubblico interesse. Tale valutazione va fatta attraverso accertamento mediante sopralluogo da parte della Commissione.

Il servizio è reso dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco competente per territorio a titolo oneroso in conformità a quanto previsto all’art. 18 del D.Lgs. 139/2006.

PERSONALE ADDETTO ANTINCENDIO

Il punto 18.3 del Titolo XVIII del D.M. 19.08.1996 prevede che il titolare dell’attività di Pubblico Spettacolo individui alcuni addetti, sempre presenti, che in caso di incendio od altro pericolo possano mettere in atto le procedure di sicurezza previste dal piano di sicurezza antincendio o di emergenza.

Ai sensi dell’art. 18 lett. b) del D.Lgs. 81/2008 il datore di lavoro deve:

designare preventivamente i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell’emergenza”.

Il personale individuato come addetto alla prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze in caso di incendio deve essere in possesso di attestato di partecipazione ad un corso specifico per attività a rischio medio (allegato IX al D.M. 10.03.1998).

In caso di attività di pubblico spettacolo con un numero di persone superiore a 100, gli addetti devono aver conseguito l’attestato di idoneità tecnica di cui all’art. 3 della Legge 609/96 a seguito di esame presso il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco (allegato X al D.M. 10.03.1998).

GESTIONE DELLA SICUREZZA

Generalità

Il responsabile dell’attività, o persona da lui delegata, deve provvedere affinché nel corso dell’e- sercizio non vengano alterate le condizioni di sicurezza, ed in particolare:

a) i sistemi di vie di uscita devono essere tenuti costantemente sgombri da qualsiasi materiale che possa ostacolare l’esodo delle persone e costituire pericolo per la propagazione di un incendio;

b) prima dell’inizio di qualsiasi manifestazione deve essere controllata la funzionalità del si- stema di vie di uscita, il corretto funzionamento dei serramenti delle porte, nonché degli impianti e delle attrezzature di sicurezza;

c) devono essere mantenuti efficienti i presidi antincendio, eseguendo prove periodiche con ca- denza non superiore a 6 mesi;

d) devono mantenersi costantemente efficienti gli impianti elettrici, in conformità a quanto pre- visto dalle normative vigenti;

e) devono mantenersi costantemente in efficienza i dispositivi di sicurezza degli impianti di ven- tilazione, condizionamento e riscaldamento;

f) devono essere presi opportuni provvedimenti di sicurezza in occasione di situazioni particolari, quali manutenzioni e risistemazioni;

g)  deve essere fatto osservare il divieto di fumare negli ambienti ove tale divieto è previsto per motivi di sicurezza;

h)  nei depositi e nei laboratori, i materiali presenti devono essere disposti in modo da consen- tirne un’agevole ispezionabilità.

Chiamata dei servizi di soccorso

I servizi di soccorso devono poter essere avvertiti in caso di necessità tramite rete telefonica.

Per gli impianti di protezione attiva contro l’incendio si applica il DM 20/12/2012 (vedi nota precedente).

Occorre far riferimento al D.Lgs 9 aprile 2008 n. 81 (testo unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro) che ha abrogato e sostituito, tra le altre, dall’Allegato XXIV all’ Allegato XXXII, le precedenti disposizioni in materia di segnaletica di sicurezza.

La procedura di chiamata deve essere chiaramente indicata a fianco di ciascun apparecchio te- lefonico, dal quale questa sia possibile.

Informazione e Formazione del personale

Occorre che tutto il personale dipendente sia adeguatamente informato sui rischi prevedibili, sulle misure da osservare per prevenire gli incendi e sul comportamento da adottare in caso di incendio.

Il responsabile dovrà inoltre curare che alcuni dipendenti, addetti in modo permanente al servizio del locale (portieri, macchinisti, etc.), siano in grado di portare il più pronto ed efficace ausilio in caso di incendio o altro pericolo.

Istruzioni di sicurezza

Negli atri e nei corridoi dell’area riservata al pubblico devono essere collocate in vista le plani- metrie dei locali, recanti la disposizione dei posti, l’ubicazione dei servizi ad uso degli spettatori e le indicazioni dei percorsi da seguire per raggiungere le scale e le uscite.

Planimetrie ed istruzioni adeguate dovranno altresì essere collocate sulla scena e nei corridoi di disimpegno a servizio della stessa.

All’ingresso del locale deve essere disponibile una planimetria generale, per le squadre di soc- corso, riportante la ubicazione:

– delle vie di uscita (corridoi, scale, uscite);
– dei mezzi e degli impianti di estinzione;
– dei dispositivi di arresto dell’impianto di ventilazione;
– dei dispositivi di arresto degli impianti elettrici e dell’eventuale impianto di distribuzione di gas combustibile;
– dei vari ambienti di pertinenza con indicazione delle relative destinazioni d’uso.

Piano di sicurezza antincendio

Tutti gli adempimenti necessari per una corretta gestione della sicurezza antincendio devono essere pianificati in un apposito documento, adeguato alle dimensioni e caratteristiche del locale, che specifichi in particolare:

– i controlli;
– gli accorgimenti per prevenire gli incendi;
– gli interventi manutentivi;
– l’informazione e l’addestramento al personale; – le istruzioni per il pubblico;
– le procedure da attuare in caso di incendio.

Registro della sicurezza antincendio

Il responsabile dell’attività, o personale da lui incaricato, è tenuto a registrare i controlli e gli interventi di manutenzione sui seguenti impianti ed attrezzature, finalizzate alla sicurezza antincendio:

– sistema di allarme ed impianti di rivelazione e segnalazione automatica degli incendi; – attrezzature ed impianti di spegnimento;
– sistema di evacuazione fumi e calore;
– impianti elettrici di sicurezza;

– porte ed elementi di chiusura per i quali è richiesto il requisito di resistenza al fuoco.
Inoltre deve essere oggetto di registrazione l’addestramento antincendio fornito al personale.

Tale registro deve essere tenuto aggiornato e reso disponibile in occasione dei controlli dell’au- torità competente.

TITOLO XIX ADEGUAMENTO DEI LOCALI ESISTENTI

I locali esistenti, di cui all’art. 5, devono essere adeguati alle disposizioni dell’allegato entro tre anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, relativamente ai seguenti punti:

– impianti elettrici;
– impianti tecnologici;

– sistema di allarme ed impianti di rivelazione e segnalazione automatica degli incendi.

Le disposizioni riguardanti la gestione della sicurezza, di cui al titolo XVIII, devono essere attuate contestualmente all’entrata in vigore della presente decreto, con l’esclusione del piano di sicurezza antincendio e del registro della sicurezza antincendio che devono essere predisposti entro un anno, fatto salvo, in ogni caso, quanto disposto dal decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, di recepimento della direttiva 89/391/CEE e successive modifiche ed integrazioni.

Per i locali esistenti l’obbligo dell’installazione degli impianti di rilevazione e segnalazione automa- tica degli incendi, oltre che negli ambienti con carico d’incendio superiore a 30 kg/m2, è esteso unica- mente agli altri casi previsti dal D.M. 19 agosto 1996 (p.ti 2.3.2, lettera <i>; 2.3.3; 4.3.4; 4.5.3; 12.3.2, lettere B e C; titolo XVI) (Nota prot. n. 7925 del 27/5/2011).

RIFERIMENTI:

Testo Coordinato Locali di Pubblico Spettacolo di Mauro Malizia

Normativa di riferimento per pubbliche manifestazioni

Indicazioni Procedurali e di Prevenzione Incendi nei Locali di Pubblico Spettacolo