Mirandola: l’importanza della rivelazione fumi e calore anche nelle abitazioni

Il fuoco. Tanto fumo, fittissimo. Un’esplosione. E due morti, un’anziana italiana di 84 anni e la sua badante ucraina di 74. Poi cinque persone gravi in ospedale, tra cui il marito della prima donna. Diciassette intossicati.

È il bilancio, pesantissimo, di un rogo doloso appiccato a Mirandola (nel Modenese), nella sede dei vigili urbani, verso le tre della notte tra lunedì e martedì, da uno straniero di origine marocchina di diciotto anni. Il giovane — poi arrestato dai carabinieri mentre vagava con un giubbotto antiproiettile della municipale che aveva rubato assieme a tre berretti e un cellulare di servizio— avrebbe forzato l’ingresso della struttura e appiccato le fiamme. Non è chiara la motivazione alla base del gesto. Il ragazzo (sotto interrogatorio) parla male l’italiano. Tra le ipotesi che filtrano sinora dagli investigatori ci sono quelle di un rogo divampato per le conseguenze impreviste di un tentato furto o , forse, una vera e propria vendetta per un provvedimento preso dalle forze dell’ordine nei suoi confronti nei giorni scorsi. Il tutto, in ogni caso, frammisto a un comportamento squilibrato.

Aldilà delle implicazioni politiche e giudiziarie, l’episodio pone al centro del dibattito una questione che in altri Paesi occidentali è già da tempo sul tavolo delle commissioni tecniche: l’importanza della rivelazione fumi e calore all’interno delle abitazioni.

I camion della London Fire Brigade riportano sulla carrozzeria l’invito ad installare e manutenere i dispositivi antincendio nelle abitazioni.

Lo scenario di Mirandola è quello di un’abitazione invasa dal fumo nel cuore della notte, dove lo stato di incoscienza derivato dal sonno, pone gli occupanti in una condizione di estremo pericolo, tant’è che i numeri delle vittime sono impietosi.

Cosa avrebbe potuto salvare quelle vite e limitare i danni?

Non è solo un problema di ordine pubblico – l’autore del gesto sarebbe dovuto essere espulso in quanto immigrato irregolare- ma anche di prevenzione incendi: bisogna cominciare a pensare un sistema in grado di difendersi dagli incendi anche nel privato, non solo nel pubblico o nei luoghi di lavoro.

Un sistema di rivelazione fumi collegato ad un segnale acustico e luminoso avrebbe sicuramente avvisato per tempo gli occupanti dell’imminente tragedia, garantendo un esodo sicuro all’esterno in tempo utile.

I rivelatori di fumo sono particolarmente discreti, economici e facili da installare.

Vi sono poi delle misure di protezione passiva che aumentano la difficoltà per l’incendio di svilupparsi, come ad esempio “compartimentare” gli ambienti chiudendo tutte le porte prima di andare a dormire, staccare tutti i dispositivi elettrici dalle prese, controllare che eventuali fonti di calore non siano a contatto con materiali combustibili (termosifone-imballaggi o tessuti).

Questa immagine pone a confronto gli effetti dell’incendio in due camere distinte: una delle due al momento dell’incendio aveva la porta chiusa. Indovinate quale.

E’ tempo, dunque, di cominciare a pensare in maniera organica la sicurezza, dove ogni persona contribuisce alla sicurezza della comunità, nel proprio piccolo, con atteggiamenti e metodi di prevenzione già testati e uniformemente considerati efficaci. Con poche centinaia di euro è possibile installare un impianto di rivelazione fumi e calore all’interno della propria abitazione o mettere a disposizione uno o due estintori per piano.

Sono semplici ma efficaci passi verso un mondo più protetto dagli incendi.