Dopo Torino: nuove disposizioni per lo svolgimento di pubbliche manifestazioni.

dal blog di Dario Zanut
Sono entrate a regime le disposizioni emanate per tutela delle Pubbliche Manifestazioni, in particolare dopo i noti accadimenti di Torino.
Si tratta di due importanti provvedimenti emanati dal Ministero dell’Interno:
– La direttiva generale del Capo della Polizia del 7 Giugno 2017 (cd Direttiva Gabrielli)
– Le indicazioni del Dipartimento Vigili del Fuoco, SP e DC, del 19 Giugno 2017 

La direttiva del 7 Giugno 2017 (cd Direttiva Gabrielli) introduce strategie e modalità operative nuove ed importanti.
Sono evidenziati principalmente due aspetti, tra loro integrati:
safety, intesa come l’insieme delle misure di sicurezza preventiva, attinenti a dispositivi e misure strutturali a salvaguardia dell’incolumità delle persone;
security, che invece interessa i servizi di ordine e sicurezza pubblica “sul campo”.
Per quanto riguarda il primo aspetto – quello di safety – dovranno essere accertate le seguenti imprescindibili condizioni di sicurezza:

  • controllo della capienza delle aree di svolgimento dell’evento, per la valutazione del massimo affollamento sostenibile;
  • regolazione e monitoraggio degli ingressi, anche con sistemi di rilevazione numerica progressiva
  • individuazione di percorsi separati di accesso e deflusso;
  • piani di emergenza ed evacuazione, mezzi antincendio, indicazione delle vie di fuga e allontanamento ordinato;
  • suddivisione in settori dell’area, con corridoi centrali e perimetrali;
  • disponibilità di una squadra di operatori (steward) in grado di gestire i flussi anche in caso di evacuazione, per prestare assistenza al pubblico;
  • definizione di spazi di soccorso riservati alla sosta e manovra dei mezzi di soccorso;
  • definizione di spazi di servizio e supporto accessori;
  • organizzazione di assistenza sanitaria adeguata, con aree e punti di primo intervento;
  • istallazione di impianto di diffusione sonora o visiva per preventivi e ripetuti avvisi e indicazioni al pubblico sulle vie di fuga e i comportamenti in caso di criticità;
  • divieti di somministrazione e vendita di alcolici e altre bevande in bottiglie di vetro e lattine.

Con la strategia di safety, dovrà essere pianificata quella di security, più direttamente rivolta agli aspetti di tutela dell’ordine pubblico, secondo i seguenti criteri :

  • sviluppo di una mirata attività informativa ai fini di valutare la minaccia e predisporre un efficace dispositivo di ordine pubblico;
  • puntuali sopralluoghi e verifiche congiunte per la disciplina delle attività connesse all’evento e per la ricognizione e mappatura degli impianti di videosorveglianza presenti nelle aree interessate, anche per un eventuale collegamento con la sala operativa delle Questure;
  • attività di prevenzione a carattere generale e di controllo del territorio;
  • servizi di vigilanza e osservazione a largo raggio, per rilevare e circoscrivere i segnali di pericolo o minaccia, nella fase di afflusso come in quella di deflusso;
  • frequenti e accurate ispezioni e bonifiche delle aree con personale specializzato e adeguate apparecchiature tecnologiche;
  • individuazione di fasce di rispetto e prefiltraggio per consentire controlli mirati sulle persone;
  • sensibilizzazione degli operatori favorendo un elevato e costante livello di attenzione.

Il fulcro istituzionale per l’attività sopra indicata è identificato nel Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica, al fine di analizzare e valutare la pianificazione da adottare. Il modello a cui ispirarsi è la prevenzione collaborativa, con la partecipazione degli operatori di Polizia Locale.
La Circolare non fa distinzioni, ma è chiaro che, a stagione ormai avviata, si dovrà partire dalle situazioni che storicamente hanno dimostrato più vulnerabilità e criticità, sia per l’afflusso di pubblico che per le condizioni di affollamento di aree difficili da sgombrare o comunque a rischio.
La Direttiva Gabrielli infine definisce una previsione piuttosto netta circa le conseguenze di una pianificazione carente o inadeguata della componente di safety: l’evento non potrà avere luogo. Mai ragioni di ordine pubblico – si legge nella Circolare – potranno consentire lo svolgimento, comunque, di manifestazioni che non garantiscano adeguate misure di safety.
Da questa affermazione derivano una serie di conseguenze pratiche. Innanzitutto sul piano dell’informazione preventiva circa le misure adottate, al fine di verificarne per tempo l’idoneità e l’adeguatezza. In questo modo si può evitare che arrivi un divieto a manifestazione ormai allestita. Gli stessi organizzatori che gli uffici comunali interessati, devono attivarsi presso le locali Autorità di Pubblica sicurezza affinché le Prefetture abbiano modo di esaminare le iniziative con congruo anticipo e valutare l’adeguatezza delle misure adottate. Così operando ci sarà anche il tempo, se necessario, di proporre alternative o soluzioni diverse.
In secondo luogo, occorre strutturare quanto prima una procedura il più possibile univoca, o anche solo una buona prassi, al fine di facilitare la progettazione delle misure di safety, indicando atti, documenti, scelte pratiche e accorgimenti tecnici ritenuti efficaci ed utili allo scopo di incrementare la sicurezza in base alle esigenze del proprio territorio.
Se da un lato la Circolare non più innovare il testo normativo di rango primario, che racchiude la disciplina per l’autorizzazione delle manifestazioni temporanee di pubblico spettacolo, allo stesso tempo è chiaro che le indicazioni fornite impattano direttamente sul piano dell’applicazione pratica delle norme stesse, condizionando tanto le procedure quanto le valutazioni in carico agli uffici, oltre ad imporre agli organizzatori stessi interventi anche onerosi, finora estranei al “repertorio” delle prescrizioni formulate dalle Commissioni di Vigilanza.

Le indicazioni emanate dal Dipartimento dei Vigili del Fuoco, Soccorso Pubblico e Difesa Civile del 19 Giugno 2017 riguardano principalmente sugli aspetti di safety, ed in particolare:

  • Le indicazioni generali riguardano manifestazioni di qualsiasi natura e caratteristiche, a prescindere dalla riconducibilità alla competenze delle Commissioni di Pubblico Spettacolo;
  • Le manifestazioni pubbliche per le quali si rende necessario prevedere specifiche misure di safety sono quelle che richiedono una maggiore attenzione, cautele e misure specifiche indipendentemente dalla loro tipologia ed affollamento. La valutazione dei punti nefralgici per la safety deve essere effettuata caso per caso considerando, altre all’affollamento, anche concomitanti fattori specifici. Dovrà essere considerato ad esempio, la tipologia del luogo (all’aperto, al chiuso, delimitato o meno) alla modalità e tipologia della presenza di persone (libere, sedute, libere di muoversi ecc.).
  • Una particolare attenzione per distinguere tra manifestazioni statiche, che si svolgono in luoghi chiaramente perimetrate, o che lo svolgimento della manifestazione non ha un punto unico di svolgimento ed i cui possibili effetti (vedi proprio quello che è accaduto a Torino) possono espandersi al di fuori della zona di svolgimento della manifestazione propriamente detta.

Per la individuazione delle misure di safety da applicare, si fa riferimento al quadro normativo ed alle linee guida (dove emanate ed applicabili) che regola l’attività alle Commissioni di Vigilanza sui Locali di Pubblico spettacolo, la cui attività e caratteristiche dei controlli possono essere rafforzati ed integrati, per situazioni e casi specifici con indicazioni ed indirizzi da parte del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica.
Per gli aspetti tecnico-operativi, il quadro normativo di riferimento è quello riguardante le attività con presenza di pubblico, ed in particolare:
– DM 18.03.1996 (Norme di sicurezza per la costruzione ed esercizio degli impianti sportivi)
– DM 19.08.1996 (Norme di Prevenzione Incendi per i locali di pubblico spettacolo)
Da cui potranno essere estrapolate indicazioni riguardanti:
– i parametri con valutare l’affollamento;
– le modalità di distribuzione e sistemazione del pubblico;
– il dimensionamento delle vie di esodo;
– la individuazione di percorsi di esodo, facilmente individuabili dal pubblico e comunicate
– preventivamente anche con mezzi di diffusione audiovisiva;
– le modalità di pianificazione di emergenza