Rilevatori di fumo nelle abitazioni: in USA e UK è legge. In Italia?

I rivelatori di fumo forniscono un avvertimento preventivo vitale e possono lasciare del tempo in più per fuggire in caso di incendio in casa. Stati Uniti e Regno Unito da anni svolgono un’azione di educazione nei confronti della popolazione (da giornate dimostrative alla reclamizzazione dei mezzi antincendio). E in Italia?

Il suggerimento è avere almeno un dispositivo montato sul soffitto di ogni piano dell’abitazione e, laddove fosse possibile, collocare i rivelatori di fumo in ogni stanza della casa in cui vi è un rischio di incendio, e collegare tutti gli allarmi insieme.

Infatti, se ad esempio un rilevatore di fumo è presente solo nel corridoio, e dovesse scoppiare un incendio in camera da letto, la vita degli occupanti potrebbe già essere a rischio prima che l’allarme fosse attivato.

Dal mese di ottobre 2015, nel Regno Unito i proprietari sono tenuti per legge a installare rilevatori di fumo in immobili in affitto e in caso di mancato rispetto si è soggetti a multe fino a 5.000 £.

I rivelatori di fumo sono economicamente accessibili e possono essere acquistati presso molti rivenditori specializzati, ma ormai sono disponibili anche nei negozi di bricolage.

Ci sono molti tipi diversi di rilevatori, tra cui gli allarmi con 10 anni di batteria, luce stroboscopica e allarmi a vibrazione-pad per coloro che sono sordi o con problemi di udito, con sensore o meno per  il rilevamento di monossido di carbonio.

Da un lato si consiglia il montaggio di rivelatori di fumo, dall’altro si dovrebbe considerare anche l’installazione di un rivelatore di calore. Questi sono progettati per l’uso in cucina e si attivano quando si raggiunge una certa temperatura.

In Italia, la normativa in merito è del tutto assente. Si fatica ancora a diffondere in maniera omogenea le norme di prevenzione incendi nei locali pubblici, per cui la proposta di sistemi antincendio in abitazioni private è ancora decontestualizzata.