Trasporto su strada di bombole di gas. Istruzioni per l’uso.

Allestire un veicolo per il trasporto di materiali pericolosi non è un’operazione semplice, poiché occorre unire le esigenze di comfort ed efficienza alle più stringenti normative europee del trasporto su strada e dello stoccaggio di sostanze pericolose. 

Purtroppo, spesso, il mezzo di trasporto utilizzato non è idoneo al contenuto e l’aumento del traffico su gomma ha incrementato gli incidenti stradali legati a tale problematica.

Il fenomeno della globalizzazzione che è emerso negli ultimi anni grazie all’enorme sviluppo di nuove tecnologie, quali la telematica, l’informatica e la robotica, ha segnato e continuerà ad influenzare numerosissimi settori economici, tra i quali quello dei trasporti. Le statistiche indicano come negli ultimi decenni il trasporto abbia subito un notevole sviluppo sia in termini di numero di passeggeri e di volumi di merci, sia in termini di distanze percorse da individui e merci. In Italia, la domanda complessiva di trasporto (nazionale ed internazionale) si attesta sui seguenti valori (come rilevato nel Piano Generale dei Trasporti e della Logistica del 2015): la strada copre circa l’88,2% della quota modale del trasporto passeggeri ed il 65,9% del trasporto merci; la ferrovia il 10,3% del trasporto passeggeri ed il 5,9% del trasporto merci; il mezzo aereo assicura l’1,5% del trasporto passeggeri, mentre è irrilevante la quota del trasporto merci; infine il trasporto navale copre quasi il 28,2% del trasporto merci.

Questi dati ci fanno comprendere quanto sia necessaria una continua educazione degli operatori del settore, a cominciare dall’allestimento dei veicoli, adeguato alla tipologia di merce contenuta.

Il trasporto su strada dei gas

Il trasporto su strada delle merci pericolose, quindi anche dei gas, è regolato dall’accordo ADR -Accord Dangereuses Route (o anche Agreement Dangerous Road), sintesi di ‘Accord européen relatif au transport des merchandises Dangereuses par Route’. Il codice della strada fa espressamente riferimento alla normativa dell’accordo ADR. Le informazioni di seguito riportate sono una estrapolazione di quanto previsto dalla normativa ADR per il trasporto dei gas. La materia è di competenza del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione. Con il D.Lgs. 40/2000 è stata istituita la figura del Consulente per la sicurezza del trasporto di merci pericolose che deve possedere il certificato di formazione di modello comunitario, rilasciato dal Ministero dei Trasporti e della Navigazione a seguito del superamento di un apposito esame. A tale figura bisogna fare obbligatoriamente riferimento per le questioni di competenza della normativa ADR. Premesso quanto sopra, ripostiamo quanto può essere interpretato.

Per poter trasportare con un veicolo i recipienti di gas compressi e liquefatti (bombole e dewar), devono essere rispettate le seguenti condizioni:

  • I recipienti devono essere di tipo idoneo ed in condizioni di perfetta efficienza;
  • In caso di bombole è necessario che le stesse siano ben fissate sul mezzo oppure all’interno di gabbie metalliche o bloccate su apposite selle applicate sul piano di carico;
  •  Il veicolo deve essere adeguatamente ventilato;
  •  Le bombole ed i dewar devono essere fissati con sicurezza, in modo tale che non possano rotolare né cadere.

Quando si trasportano dei gas, ci sono alcuni accorgimenti che devono essere sempre rispettati ed altre prescrizioni che si applicano solo a determinati quantitativi o tipi di gas. Prima di caricare i recipienti, occorre verificare:

  • che sulla valvola non siano montati riduttori di pressione o altri dispositivi di utilizzo (ad esempio adattatori) – con l’eccezione dei dispositivi che sono tutt’uno con la valvola;
  • che le valvole non presentino perdite.

Tutte le bombole devono essere munite di cappellotto di tipo DIN o a tulipano a protezione della valvola. Le bombole piccole, che non sono dotate di tulipano e su cui non è possibile montare il cappellotto, devono essere riposte in tubi contenitori appositi che garantiscono la protezione della valvola. Le bombole devono essere fissate sul veicolo in maniera sicura, in modo che nel caso di frenate brusche, di tornanti o di incidenti non si danneggino, non danneggino altre merci, e non creino rischi per le persone. Una soluzione adatta a questo scopo è rappresentata da cinture di sicurezza apposite, da fissarsi a elementi sufficientemente stabili del veicolo. I recipienti devono essere trasportati possibilmente in posizione verticale e, se sdraiati, devono essere disposti perpendicolarmente rispetto alla direzione di marcia. L’area di carico di bombole e dewar deve essere adeguatamente ventilata. Si dovrebbe cercare di realizzare una ventilazione in diagonale, ad esempio mediante aperture poste davanti e dietro, rispettivamente in alto e in basso. Si suggerisce l’impiego di aperture fisse, ad esempio quelle con i dispositivi ad alette, facendo sempre attenzione che siano aperte. In effetti può risultare difficile ventilare un furgone o il bagagliaio di una normale automobile; nella maggior parte dei casi è sufficiente che la superficie totale delle aperture sia di circa 100 cm2. Solo in via eccezionale si possono tenere i finestrini aperti per garantire la ventilazione necessaria – ma non devono essere chiusi nemmeno quando il veicolo è parcheggiato. E si deve trattare di eccezioni, non della regola! È vietato fumare ed utilizzare fiamme libere a bordo ed in prossimità di veicoli che trasportano contenitori di gas, indipendentemente dal tipo e dalla quantità di gas presenti. I veicoli con a bordo bombole o dewar possono essere lasciati in sosta all’aperto, in luogo possibilmente isolato e che offra garanzie di sicurezza. Possono essere parcheggiati in un garage solo se:

  •  il veicolo in cui si trovano è adeguatamente ventilato;
  •  il garage stesso è ben ventilato (quindi, in generale, non nei piccoli garage né nei parcheggi sotterranei).

Occorre fare attenzione perché nei parcheggi multipiano e in altri parcheggi, sia pubblici che privati, è vietato parcheggiare veicoli che abbiano a bordo merci pericolose. Al termine del viaggio, le bombole ed i dewar devono essere scaricati il più presto possibile, perché quando il veicolo è fermo la ventilazione non è sufficiente. Le bombole possono essere lasciate sui veicoli solo se si tratta di furgoni-officina, appositamente predisposti per tale scopo. I riduttori di pressione e gli eventuali adattori si possono montare solo dopo aver scaricato le bombole dal veicolo. A seconda di diversi fattori che dipendono dalla tipologia e dalla quantità di gas trasportato, dalla portata del mezzo, e dalla natura dell’operazione di trasporto, devono essere rispettate diverse prescrizioni dell’ADR. Il trasporto può essere “non in esenzione“, “in esenzione parziale” oppure “in esenzione”. Il trasporto “non in esenzione” deve essere effettuato da personale qualificato, con mezzi idonei. Si parla di esenzione parziale quando si trasporta merce pericolosa in quantità inferiore ai limiti previsti dalla sezione 1.1.3.6 dell’ADR. Le norme ADR sono applicabili per quanto concerne l’equipaggiamento del veicolo, l’obbligo del CFP (patentino) da parte del conducente e l’obbligo di circolazione con le istruzioni di sicurezza, solo se la quantità totale della merce pericolosa trasportata in colli o la somma delle quantità delle varie merci pericolose è superiore ad un determinato valore limite che varia in funzione della pericolosità della o delle sostanze pericolose. Per la categoria 2 (Classe Trasporto dei Gas), il rispetto delle norme ADR scatta oltre il valore di 300. Tale valore rappresenta il limite di esenzione parziale dell’applicazione dell’ADR. 300 assume il valore di:

• Massa netta in Kg per i gas liquefatti, fortemente refrigerati e gas disciolti sotto pressione;

• Litri di capacità del recipiente che contiene gas compressi. Trasportando materie pericolose al di sotto dei limiti di esenzione permangono i seguenti obblighi:

  • Presenza di un estintore da almeno 2 Kg in cabina per l’incendio del motore;
  • Trasporto della merce pericolosa in imballaggi costruiti ed etichettati conformemente alle norme ADR;
  • Obbligo di una adeguata aerazione in veicoli con carrozzeria chiusa;
  • Sul documento di trasporto va annotato Carico non eccedente i limiti di esenzione del marginale 10011 ADR.

In linea generale, vale l’approssimazione che fino a 6 bombole si è in esenzione parziale, qualunque sia il gas trasportato (ma con certi gas possono essere anche molte di più). Si è sempre in esenzione parziale quando si trasportano bombole vuote, indipendentemente dal loro numero. Per il trasporto in esenzione parziale devono essere rispettate tutte le regole generali fin qui descritte (regole di carico e scarico delle bombole, fissaggio del carico, ventilazione del veicolo, divieto di fumare e di usare fiamme libere, sosta in condizioni di sicurezza). Anche se non è richiesto dalla legge, si suggerisce di tenere a bordo anche le istruzioni di sicurezza.

Il livello più elevato di sicurezza per un qualsiasi soggetto equivale alla situazione in cui non ci sono rischi di incidente che coinvolgano la persona e il mezzo su cui si muove. In realtà esistono pericoli che non possono essere completamente evitati. Non potendo, quindi, parlare di sicurezza assoluta, è necessario definire diversi gradi di sicurezza, facendo riferimento all’accettabilità del rischio. Il concetto di safety potrebbe essere inteso come “livello di pericolo socialmente accettabile in un qualsiasi contesto reale”. Nel caso della sicurezza dei trasporti, i rischi nascono quando gli individui interagiscono con il sistema. I livelli di rischio dipendono dalle diverse modalità esistenti e dalle loro specifiche caratteristiche e il livello di rischio sostenibile è soggetto alle valutazioni del singolo individuo, sia esso conducente, passeggero o addetto ai lavori. La capacità di garantire sicurezza di un sistema tecnico è la conseguenza di come questo si comporta in base al modo in cui era stato progettato, con o senza l’intervento degli individui. L’obiettivo di ogni sistema è quello di giungere il più vicino possibile, ma in modo ragionevole, alla capacità di sicurezza ideale. Le problematiche della sicurezza sono rilevanti sia per i mezzi di trasporto sia per le infrastrutture adibite al trasporto, ma anche per gli individui coinvolti direttamente ed indirettamente in ogni attività di trasporto. Quando il sistema della sicurezza nel trasporto o l’infrastruttura in cui il sistema di trasporto opera, non funzionano in modo corretto rispetto a come erano stati progettati, si verificano serie conseguenze che comportano una diminuzione dell’efficienza del sistema stesso. Gli elementi che caratterizzano il trasporto devono essere sottoposti a test e verificati relativamente alla capacità di svolgere le proprie funzioni e alle conseguenze per malfunzionamenti ed avarie. Risultano necessarie organizzazioni che assicurino determinati livelli di sicurezza. Inoltre, la sicurezza deve essere riferita in termini di rischi a diverse categorie di utilizzatori e non ultimi i non-utilizzatori, cioè coloro che si trovano esposti al sistema di trasporto o subiscono qualsiasi conseguenza riferita al trasporto. Oltre a definire il livello di pericolo intrinseco del sistema (safety), è necessario parlare anche delle misure da attuare per proteggere il sistema stesso e chi lo utilizza, riferendoci al concetto di security, cioè alle disposizioni messe in atto per proteggere gli individui, i mezzi di trasporto e le relative infrastrutture contro eventi improvvisi di qualsiasi genere (ad esempio attacchi terrorististici, furti, pirateria e disastri ecologici). L’atteggiamento in materia di sicurezza nell’ambito dei trasporti ha subito un notevole cambiamento dopo i tragici eventi dell’11 Settembre 2001. Se prima il termine security veniva associato quasi esclusivamente al trasporto aereo, attualmente l’orizzonte di riferimento risulta decisamente ampliato, ritenendo potenziale oggetto di attacchi terroristici e azioni criminali qualsiasi modalità di trasporto. È ovvio in definitiva, che un qualunque sistema di trasporto, progettato e realizzato per essere efficiente, deve soddisfare determinati requisiti di sicurezza, sia in termini di safety sia di security. Concetti correlati: incidente, danno e rischio Per completare il quadro di riferimento è opportuno fornire alcune definizioni per meglio comprendere il significato di sicurezza. Si è parlato più volte dei rischi di incidente cui un sistema di trasporto è sottoposto. Per incidente si intende quell’evento o serie di eventi che provoca danni a persone o cose. Si può fare una ulteriore distinzione tra incidente reale ed incidente potenziale. L’incidente reale è quello che si è realmente verificato e del quale si possono valutare le conseguenze anche dal punto di vista economico. L’incidente potenziale è quello che potrebbe verificarsi e se questo non si verifica lo si deve ad un insieme di variabili aleatorie. Alla definizione di incidente segue quella di danno, ossia delle conseguenze dell’incidente. I danni verso le cose sono i danni materiali che possono essere arrecati agli elementi del sistema di trasporto (infrastrutture e vettori) e verso l’ambiente circostante. Per i danni possono essere definiti vari livelli, passando dal “livello nullo”, nel caso in cui l’incidente non arreca nessun danno né alle persone né alle cose, al “livello catastrofico”, quando si verificano morti e/o seri danni al sistema e/o all’ambiente. Incidenti e danni si verificano nello svolgimento di attività che possono essere caratterizzate da rischi. Per rischio si intende la somma delle percezioni delle conseguenze delle singole probabilità di accadimento degli eventi. Il rischio è percepito in modo diverso dagli individui, la percezione del rischio varia con la probabilità di accadimento dell’evento incidentale in relazione alla coscienza dell’evento stesso. Quando non si ha coscienza, per ignoranza o per negligenza, che un determinato evento possa accadere, il rischio non è percepito. Gli individui sono tanto più disposti ad accettare il rischio quanto è maggiore il beneficio che ne trae, sia esso in termini diretti (risparmio di tempo), sia in termini sensitivi (inebriamento che suscita la velocità). La percezione del rischio risulta ridotta quando l’attività è intrapresa volontariamente, c’è un controllo personale del rischio, le cause degli incidenti sono bene identificate e gli incidenti non hanno conseguenze catastrofiche.