Uno studio della NASA individua una relazione tra incendi boschivi e cambiamenti climatici.

La NASA ha condotto uno studio recente sulla siccità causata dai cambiamenti climatici e  da attività umane nella regione sub-Sahariana dell’Africa. Secondo lo studio, “Un cambiamento di temperatura periodica nell’Oceano Atlantico, conosciuto come oscillazione atlantica multi-decennale, viene fortemente influenzata dal pascolo intensivo che riduce la copertura vegetativa, danneggiando nella capacità del suolo di trattenere l’umidità. Sostituendo il terreno secco alla copertura vegetativa umida, si contribuisce all’eliminazione del vapore acqueo nell’atmosfera, primo generatore di precipitazioni. Il terreno deserto, inoltre, riflette la luce solare direttamente nello spazio provocando una netta diminuzione della capacità di precipitazioni“.

Lo studio ha provato che il calore generato dagli incendi dolosi provocati dai pastori nomadi – che bruciano la prateria per stimolare la crescita di nuovi pascoli – interferisce con la convezione naturale che può portare alla pioggia. Lo studio ha indicato che avere troppi “aerosol” sotto forma di particelle di fumo e fuoco dalle praterie in fiamme è in grado di inibire la formazione di gocce di pioggia.

Gli scienziati della NASA hanno studiato i dati mediante lo spettro-radiometro ad elevata risoluzione nel corso della Missione “Tropical Rainfall” per analizzare come gli incendi possono influire sui cicli dell’acqua. Questo studio ha trovato un collegamento tra l’aumento di incendi e la mancanza di precipitazioni. A causa di alcune anomalie nelle analisi, la ricerca è attualmente in fase di sviluppo al fine di esaminare più a fondo la relazione in larga scala tra la combustione della biomassa e la siccità.